Contributi a fondo perduto per la formazione
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il Decreto direttoriale 26 gennaio 2026 relativo alla selezione di iniziative imprenditoriali finalizzate allo sviluppo delle competenze del personale. Il provvedimento, attuativo del decreto ministeriale 4 settembre 2025, rientra nel Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027 (PN RIC) e sostiene la transizione tecnologica, digitale e verde delle imprese attraverso investimenti mirati nella formazione specialistica.
L’intervento rappresenta una misura strategica per le PMI del Mezzogiorno, che possono accedere a contributi a fondo perduto per qualificare il capitale umano e rafforzare la competitività nei settori ad alta innovazione.
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Quadro normativo e finalità del decreto
Il Decreto direttoriale disciplina termini e modalità di presentazione delle domande per accedere alle agevolazioni previste dall’articolo 1 del decreto ministeriale 4 settembre 2025. L’obiettivo è promuovere iniziative imprenditoriali orientate all’acquisizione di percorsi formativi avanzati, capaci di sviluppare o consolidare le competenze del personale in ambiti coerenti con le priorità europee della doppia transizione digitale ed ecologica.
La misura si inserisce nel quadro delle politiche nazionali di innovazione e si collega agli indirizzi del PN RIC 2021-2027, favorendo la diffusione di competenze specialistiche nelle imprese localizzate nelle regioni meno sviluppate.
Destinatari: quali imprese possono accedere ai contributi
Le agevolazioni sono rivolte alle piccole e medie imprese con unità produttive situate in:
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Basilicata
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Calabria
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Campania
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Molise
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Puglia
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Sardegna
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Sicilia
Una quota riservata del 40% delle risorse è destinata alle imprese appartenenti alle filiere strategiche dell’automotive, della moda, del tessile e dell’arredamento. Tale riserva mira a sostenere comparti produttivi ad alto impatto occupazionale e a forte vocazione innovativa.
Tipologia e intensità delle agevolazioni economiche
Il bando prevede un contributo a fondo perduto che copre:
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fino al 50% dei costi ammissibili per singola impresa, con un tetto massimo di 30.000 euro;
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fino al 70% dei costi per progetti integrati sovraregionali che coinvolgono fino a 10 imprese, con un limite massimo di 42.000 euro per le micro e piccole imprese.
I programmi formativi devono avere un valore complessivo compreso tra 10.000 e 60.000 euro. Sono ammissibili esclusivamente percorsi di formazione specialistica non riconducibili agli obblighi normativi in materia di sicurezza o adempimenti di legge.
Ambiti tecnologici e contenuti formativi finanziabili
I percorsi finanziati devono essere coerenti con le traiettorie di innovazione prioritarie a livello nazionale ed europeo. Tra gli ambiti ammissibili rientrano:
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intelligenza artificiale, robotica e cybersecurity;
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industria intelligente, sostenibilità ed economia circolare;
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aerospazio, salute digitale (e-health) e agrifood;
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turismo digitale, realtà aumentata e smart communities.
L’obiettivo è favorire l’adozione di tecnologie abilitanti e modelli produttivi avanzati, attraverso la crescita delle competenze del personale aziendale.
Modalità di selezione e criteri di valutazione
La procedura di accesso alle agevolazioni non è a sportello con click-day, ma avviene tramite una graduatoria basata su criteri oggettivi. Tra gli elementi valutati rientrano:
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dimensione della base occupazionale;
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numero di lavoratori coinvolti nella formazione;
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varietà e qualità delle tematiche formative;
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coerenza del progetto con gli obiettivi di innovazione.
Questo sistema premia i progetti strutturati e strategici, orientati a un impatto concreto sulla competitività aziendale.
Scadenze ufficiali e presentazione delle domande
Le domande possono essere presentate a partire dal 12 marzo 2026 alle ore 12:00 e fino al 14 maggio 2026. Il decreto direttoriale definisce in modo puntuale le modalità operative per la trasmissione delle istanze e la documentazione richiesta.
È in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il comunicato relativo al provvedimento. Le imprese interessate sono invitate a predisporre tempestivamente i progetti formativi e la documentazione tecnica necessaria.
Impatto strategico per le PMI del Mezzogiorno
La misura rappresenta un’opportunità concreta per le PMI meridionali di investire nel capitale umano e affrontare le sfide della trasformazione digitale e ambientale. Il rafforzamento delle competenze interne consente alle imprese di:
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migliorare la produttività e la qualità dei processi;
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introdurre tecnologie innovative;
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aumentare la competitività sui mercati nazionali e internazionali;
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favorire la crescita occupazionale qualificata.
L’iniziativa si configura quindi come uno strumento di politica industriale orientato allo sviluppo sostenibile e all’innovazione.
Perché preparare subito un progetto formativo
Il Decreto direttoriale 26 gennaio 2026 segna un passaggio rilevante nelle politiche di sostegno alla formazione specialistica delle imprese. Le PMI del Mezzogiorno hanno a disposizione una finestra temporale definita per presentare progetti ad alto valore strategico.
Investire oggi nelle competenze significa rafforzare la capacità di adattamento ai cambiamenti tecnologici e cogliere le opportunità della transizione verde e digitale. La pianificazione anticipata dei percorsi formativi rappresenta un fattore decisivo per massimizzare le possibilità di accesso ai finanziamenti.

