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GOL oltre il PNRR: dalla proroga al sistema, con le Agenzie per il lavoro al centro della nuova programmazione 2028-2034

Scritto da Joseph Zambito

La prosecuzione del programma nel 2027 รจ una scelta necessaria ma non sufficiente. Tra la coda del PNRR, il FSE+ 2021-2027 e il nuovo Quadro finanziario 2028-2034, si decide se le politiche attive diventeranno finalmente strutturali

Futuro del programma GOL

Il dibattito sul futuro del programma GOL รจ entrato nella sua fase decisiva. Gianni Bocchieri, con l’analisi pubblicata su Il Sole 24 Ore del 15 settembre, ne ha ricostruito con precisione i passaggi tecnici. Il PNRR รจ un programma di performance e non di spesa: alla Commissione si rendicontano target e milestone, mentre la spesa segue il circuito ReGiS, con le scadenze del 30 giugno e del 31 agosto 2026. A differenza delle opere, la nota dell’Unitร  di missione del Ministero del Lavoro n. 23942 del 24 novembre 2025 ha consentito di finanziare percorsi avviati anche dopo il 30 giugno, con risorse utilizzabili almeno fino al 31 dicembre 2026. Alcune Regioni si sono spinte oltre, autorizzando i soggetti attuatori a impegnare risorse sui cinque percorsi GOL anche nel 2027, con il FSE+ regionale come copertura alternativa.

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L’analisi lascia aperto un nodo che merita di essere sciolto subito: cosa accadrร  ai percorsi non conclusi entro l’anno e alle economie residue. Ma soprattutto richiama un dato giuridico che cambia la prospettiva. I servizi GOL sono stati definiti livelli essenziali delle prestazioni. E un livello essenziale, per definizione, non puรฒ avere una data di scadenza legata a un veicolo finanziario.

I numeri e ciรฒ che non dicono

Il target di 3 milioni di beneficiari รจ stato superato giร  a marzo 2026: oltre 4,3 milioni di persone coinvolte, piรน di un milione di disoccupati inseriti in percorsi formativi, oltre 720mila sulle competenze digitali. Sono risultati che collocano GOL tra le misure che hanno centrato i propri target con maggiore anticipo.

Tuttavia i target quantitativi raccontano solo una parte della storia. Non tutti i percorsi si sono chiusi con l’attestazione delle competenze prevista dalla circolare ANPAL 1/2022, integrata dalla circolare 8/2025 del Ministero del Lavoro, che รจ la condizione per considerare “formata” la persona. รˆ il segnale di un sistema che ha corso sui volumi ma deve ancora consolidarsi sulla qualitร  degli esiti: occupazione effettiva, durata dei contratti, coerenza tra competenze certificate e fabbisogni delle imprese. รˆ su questo terreno che si misurerร  la fase successiva.

Coprogettare con chi ha fatto funzionare il programma

La rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro disegnata dal D.Lgs. 150/2015 si regge su un equilibrio tra pubblico e privato accreditato. GOL lo ha messo alla prova su scala senza precedenti. Le Agenzie per il lavoro, insieme ai Centri per l’impiego e agli enti di formazione accreditati, hanno gestito l’intera filiera: accoglienza, assessment, profilazione, orientamento, accompagnamento al lavoro, raccordo con la formazione.

Da questa esperienza deriva un patrimonio informativo che nessuna amministrazione possiede con lo stesso grado di dettaglio. Le APL sanno quali cluster di utenti hanno risposto meglio ai percorsi di reskilling, dove l’upskilling si รจ tradotto in contratti e dove si รจ fermato all’adempimento, quali territori soffrono di disallineamenti strutturali tra domanda e offerta. Nel Mezzogiorno, e in Sicilia in particolare, questa conoscenza fa la differenza tra una misura efficace e una misura solo formale.

Eppure il coinvolgimento degli operatori resta confinato alla fase attuativa. รˆ un limite di metodo. La programmazione della fase post PNRR deve prevedere tavoli strutturati di coprogettazione con le APL e le loro rappresentanze, per definire target, parametri di costo, standard di servizio e indicatori di risultato. Non si tratta di cedere funzioni pubbliche, ma di costruire misure fondate sull’evidenza del campo.

Un livello essenziale non puรฒ avere tante versioni

Il secondo nodo รจ la frammentazione. Ogni Regione e Provincia autonoma ha declinato GOL attraverso propri avvisi, proprie piattaforme, proprie regole di ammissibilitร  e rendicontazione, propri sistemi di controllo. Il risultato รจ un LEP che cambia contenuto al variare del confine regionale, con costi amministrativi elevati per gli operatori attivi su piรน territori e con disparitร  di trattamento per gli utenti.

Dopo la soppressione di ANPAL, operativa dal 1ยฐ marzo 2024, e il trasferimento delle sue funzioni al Ministero del Lavoro, serve una regia nazionale capace di definire, d’intesa con le Regioni in Conferenza, una cornice comune: standard uniformi di servizio, schemi di avviso omogenei, unitร  di costo standard condivise, un unico modello di attestazione delle competenze e un’unica procedura di rendicontazione. L’autonomia regionale resta pienamente esercitabile sulla programmazione e sulla lettura dei fabbisogni territoriali. Le regole procedurali, invece, devono essere le stesse ovunque.

Sburocratizzare attraverso il digitale

Il terzo nodo รจ amministrativo. Duplicazione dei caricamenti tra sistemi regionali e nazionali, controlli sovrapposti, richieste documentali su dati giร  in possesso della pubblica amministrazione, tempi di liquidazione incompatibili con la sostenibilitร  finanziaria di chi anticipa i costi. Questo รจ stato, per molti operatori, il vero costo nascosto del programma. Gli strumenti per superarlo esistono giร , almeno sulla carta: il fascicolo elettronico del lavoratore previsto dal D.Lgs. 150/2015, il Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, il SIISL. Occorre renderli pienamente interoperabili con i sistemi regionali, applicare il principio dell’once only, spostare i controlli dall’esame documentale alla verifica automatizzata sui dati e legare i pagamenti a risultati certificati digitalmente. Semplificare non significa ridurre i controlli, ma renderli piรน efficaci e meno onerosi.

Il ponte verso il 2028-2034

C’รจ infine una questione di orizzonte. Il FSE+ 2021-2027, con spese ammissibili fino al 31 dicembre 2029, puรฒ garantire la transizione, ma non puรฒ essere la soluzione strutturale. Il vero banco di prova sarร  il prossimo ciclo di bilancio europeo. La Commissione europea ha presentato il 16 luglio 2025 la proposta di Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che prevede per ciascuno Stato membro un unico piano in cui confluirebbero iniziative oggi gestite con strumenti di bilancio separati, dalla politica agricola comune alla coesione, dagli affari sociali alla migrazione. Secondo la proposta, anche il Fondo sociale europeo verrebbe attuato nella cornice dei Piani di partenariato nazionali e regionali. Il Consiglio ha approvato un mandato parziale sul regolamento, riconoscendo il ruolo delle autoritร  regionali e locali ma lasciando aperti gli aspetti finanziari, legati al negoziato complessivo.

L’accordo complessivo non รจ ancora stato raggiunto. Nel secondo semestre 2026 la Presidenza irlandese guida il lavoro del Consiglio verso un’intesa politica in sede di Consiglio europeo, ritenuta necessaria entro fine anno per adottare gli atti legislativi nel 2027 e assicurare che i fondi arrivino ai beneficiari senza interruzioni da gennaio 2028. La Commissione si attende di ricevere i primi Piani dagli Stati membri a partire dalla seconda metร  del 2027. Il 2027, dunque, non รจ soltanto l’anno ponte per GOL: รจ l’anno in cui si scriverร  il Piano italiano. รˆ lรฌ che le politiche attive devono trovare il loro spazio.

In un fondo unico, il rischio che il lavoro e la formazione perdano peso rispetto ad altre prioritร  รจ concreto. Non a caso le Regioni hanno chiesto, tra l’altro, di rafforzare il FSE+ nella sua dimensione territoriale e di garantire un proprio ruolo pieno nella programmazione e gestione dei fondi. La posta in gioco รจ chiara: se i servizi GOL sono livelli essenziali, il Piano di partenariato italiano dovrร  riservare alle politiche attive una dotazione certa, pluriennale e protetta, recependo fin dall’origine i principi che questi anni hanno reso evidenti.

La scelta da fare adesso

Le Regioni che hanno giร  guardato al 2027 hanno fatto bene. Ora quella lungimiranza deve diventare scelta nazionale, con un atto di indirizzo che chiarisca la sorte dei percorsi in corso e delle risorse residue prima che la scadenza di dicembre trasformi l’incertezza in interruzione. Il 2027 va usato per costruire il modello da portare nel ciclo 2028-2034: coprogettato con gli operatori, uniforme nelle regole, digitale nelle procedure. GOL ha dimostrato che le politiche attive possono funzionare quando pubblico e privato lavorano insieme. Ora si tratta di farne un sistema.

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Joseph Zambito

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