Dai concorsi dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS alle corsie degli ospedali, passando per scuola, forze dell’ordine ed enti locali: la Pubblica Amministrazione italiana vive la piรน intensa campagna di reclutamento degli ultimi vent’anni. Ecco i numeri, le norme e le dichiarazioni dei ministri.
Pubblico impiego
La Pubblica Amministrazione italiana sta attraversando una fase storica. A settembre 2026, con l’anno assunzionale entrato nel vivo tra bandi in scadenza e graduatorie in scorrimento, il bilancio รจ giร eloquente. Dopo oltre un decennio di blocco del turnover, tagli lineari e organici ridotti all’osso, il triennio 2023-2025 ha segnato un’inversione di tendenza senza precedenti: 641.000 assunzioni tra ministeri, agenzie fiscali, scuola, sanitร ed enti locali. Il dato, comunicato dal ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, fotografa un cambio di paradigma che va letto in chiave strutturale: non si tratta di espansione dell’organico, ma di una corsa contro il tempo per sostituire la generazione dei baby boomer in uscita.
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I numeri del triennio e le previsioni per il 2026
“Dal 2023 al 2025 abbiamo assunto 641.000 persone”, ha dichiarato Zangrillo, definendo il risultato di straordinaria importanza. Per il 2026 il piano di reclutamento prevede tra le 200.000 e le 250.000 nuove assunzioni, portando il totale a circa 850.000 ingressi entro fine anno. L’orizzonte, perรฒ, รจ ancora piรน ampio: secondo le stime del ministro, entro il 2032 lascerร il servizio circa un milione di dipendenti pubblici, l’intera generazione dei baby boomer da sostituire. Tradotto: per i prossimi sei anni la macchina dei concorsi non potrร fermarsi. Il perimetro su cui si opera, secondo i dati INPS, conta 3.738.171 lavoratori pubblici con almeno una giornata retribuita nel 2024, con una retribuzione media di 35.350 euro.
Sul piano normativo, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una svolta attesa da anni: dal 1ยฐ gennaio 2026 il turnover รจ sbloccato al 100% per le amministrazioni con piรน di 20 dipendenti, con la sostituzione integrale del personale cessato. A questo si aggiunge il DPCM del 2 luglio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 168 del 14 agosto, che autorizza oltre 3.700 assunzioni a tempo indeterminato tra ministeri, agenzie fiscali ed enti previdenziali, con validitร triennale perentoria delle facoltร assunzionali e un vincolo del 15% destinato alla mobilitร volontaria per i piani con 10 o piรน assunzioni.
Agenzia delle Entrate e INPS: il fisco e la previdenza cercano funzionari
Il comparto fiscale e previdenziale รจ tra i piรน dinamici. L’ultimo DPCM assegna all’Agenzia delle Entrate oltre 1.000 nuove unitร , mentre il PIAO 2026-2028 dell’Agenzia prevede complessivamente oltre 4.400 ingressi tra funzionari e assistenti, con concorsi nel 2026 per 400 funzionari giuridico-tributari e 335 assistenti, oltre agli scorrimenti di graduatoria. Sono in via di conclusione anche le selezioni per 2.700 funzionari giuridico-tributari e 250 tecnici, con assunzioni previste proprio quest’anno.
L’INPS, dal canto suo, porta avanti un piano triennale che punta a inserire oltre 7.300 unitร . Nel 2026 l’Istituto ha avviato un pacchetto di quasi 4.800 ingressi tra concorsi pubblici, mobilitร e stabilizzazioni, che coinvolge funzionari, assistenti, informatici, dirigenti e professionisti sanitari, e nel quale spicca il maxi concorso per 1.695 funzionari PECS (progettazione, erogazione e controllo dei servizi), inquadrati nel CCNL Funzioni Centrali.
Forze dell’ordine e forze armate: oltre 14mila posti
Il capitolo sicurezza resta centrale. Il Ministero dell’Interno, con 1.086 assunzioni autorizzate dall’ultimo DPCM tra dirigenti, elevate professionalitร e funzionari, รจ l’amministrazione con il contingente piรน consistente del provvedimento, quasi un terzo degli ingressi complessivi. Sul versante militare, il 2026 vede cinque maxi concorsi tra Esercito, Carabinieri, Marina e Aeronautica per 14.463 posti complessivi, di cui 6.000 volontari VFI del solo Esercito, e a maggio un ulteriore decreto ha autorizzato nuove assunzioni per forze armate, forze di polizia e Vigili del fuoco. Il Ministero della Giustizia, tra amministrativi, tecnici e funzionari, prevede 14.000 assunzioni entro il 2026, con tre maxi procedure per oltre 9.100 posti.
Comuni, province, regioni e centri per l’impiego: la sfida dei territori
ร sul territorio che il ricambio generazionale si gioca la partita piรน delicata. Lo sblocco integrale del turnover dal 2026 restituisce agli enti locali una capacitร assunzionale piena dopo anni di compressione, mentre quattro DPCM pubblicati a gennaio 2026 hanno autorizzato 2.466 assunzioni tra amministrazioni centrali e locali, piรน un’autorizzazione specifica per 98 segretari comunali e provinciali, figura chiave per la funzionalitร dei piccoli comuni, oggi in cronica sofferenza.
Sul fronte delle politiche attive, i centri per l’impiego, rafforzati negli ultimi anni grazie al programma GOL finanziato dal PNRR, restano un presidio strategico: senza personale qualificato nei CPI, il matching tra domanda e offerta di lavoro e la presa in carico dei beneficiari delle misure di attivazione restano sulla carta. Regioni e province, titolari delle funzioni in materia, dovranno usare la leva del turnover pieno per consolidare gli organici, evitando che il potenziamento avviato con i fondi europei si esaurisca con essi.
Scuola: 70mila docenti con i concorsi PNRR, 46.642 immissioni in ruolo
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha varato un piano straordinario di reclutamento che punta all’obiettivo PNRR di 70.000 docenti assunti tramite le nuove procedure concorsuali. Il terzo concorso PNRR, bandito a ottobre 2025 per 58.135 posti comuni e di sostegno, si รจ concluso entro giugno 2026 e le sue graduatorie, vincitori piรน idonei fino al 30%, alimenteranno il target di 30.000 assunzioni previsto per quest’anno. Per l’anno scolastico 2026/27 il contingente autorizzato dal MEF ammonta a 46.642 immissioni in ruolo, mentre dal 2026/27 debuttano gli elenchi regionali per gli idonei dei concorsi banditi dal 2020. Su questo punto Valditara ha rivendicato la scelta politica di non disperdere il capitale umano degli idonei, ai quali il decreto Scuola garantisce un percorso di immissione graduale a tempo indeterminato.
Sanitร : l’emergenza permanente degli ospedali
Ma รจ negli ospedali che il fabbisogno di personale resta strutturalmente piรน acuto. La Legge di Bilancio 2026 stanzia 450 milioni di euro per l’ingresso di circa 1.000 medici e 6.300 infermieri, un piano che il ministro della Salute Orazio Schillaci ha accompagnato con un impegno esplicito: investire sulle professioni sanitarie e migliorare le condizioni di lavoro per arginare la fuga all’estero dei professionisti. Lo stesso Schillaci ha annunciato per la prossima manovra ulteriori risorse per assunzioni e stipendi, oltre al finanziamento di un Piano sanitario nazionale che manca da vent’anni.
Le regioni si muovono di conseguenza. La Sicilia ha varato un piano straordinario da oltre 140 milioni di euro per 2.750 assunzioni tra ASP e aziende ospedaliere, cui si aggiungono 39 milioni per gli infermieri di famiglia e di comunitร , in vista dell’attivazione delle Case di Comunitร previste dal PNRR entro il 2027. La Sardegna ha approvato un reclutamento straordinario per 1.500 professionisti. Restano perรฒ i nodi di fondo: pensionamenti, dimissioni volontarie, scarsa attrattivitร retributiva e il fenomeno dei gettonisti, che nessun piano assunzionale potrร risolvere senza una riforma organica delle carriere sanitarie.
Le tre sfide aperte: competenze, attrattivitร , territori
I numeri, da soli, non bastano a garantire il successo dell’operazione. Il quadro impone almeno tre riflessioni. Primo: il milione di pensionamenti attesi entro il 2032 non รจ solo un problema quantitativo, ma qualitativo. Con i baby boomer esce dalla PA un patrimonio di competenze e memoria amministrativa che va trasferito ai nuovi assunti attraverso politiche serie di knowledge management, tutoraggio intergenerazionale e formazione continua. Secondo: la digitalizzazione delle procedure concorsuali, con il portale inPA e i tempi di assunzione scesi da 780 giorni a sei mesi, ha reso il reclutamento piรน efficiente, ma ora la sfida si sposta sull’onboarding e sulla capacitร delle amministrazioni di trattenere i giovani, in competizione con un settore privato spesso piรน remunerativo. Terzo: il Mezzogiorno, dove il lavoro pubblico resta un ascensore sociale decisivo, deve cogliere questa finestra investendo in orientamento e preparazione ai concorsi, un terreno sul quale enti di formazione accreditati, universitร e parti sociali possono svolgere un ruolo determinante.
La stagione del ricambio generazionale nella PA รจ aperta. Sarร la qualitร delle persone assunte, e della formazione che riceveranno, a decidere se questa sarร ricordata come la stagione della rigenerazione dello Stato o come un’occasione mancata.

