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GOL chiude a 4,3 milioni di persone prese in carico, ma solo una su quattro entra in formazione

Scritto da Joseph Zambito

I dati di monitoraggio al 30 giugno 2026 certificano il superamento di tutti i target PNRR. Dietro il risultato aggregato, perรฒ, divari regionali enormi e un dato siciliano sotto media


Formazione – Programma GOL

Si chiude con numeri superiori alle attese l’azione di riforma del Programma GOL prevista dal PNRR (Missione 5, Componente 1). Secondo i primi dati di monitoraggio diffusi dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il 23 luglio, al 30 giugno 2026, data di conclusione formale dell’azione, le persone prese in carico da Regioni e Province Autonome sono 4.306.879, le persone formate 1.056.403 e quelle che hanno seguito percorsi di competenze digitali 721.661.

I tassi di conseguimento dei target comunicati dal Ministero sono rispettivamente del 119,6% sulle prese in carico, del 125,4% sulle persone formate e del 180,4% sulla formazione digitale.

“GOL รจ un programma di risultati raggiunti”, ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, sottolineando come la rete dei servizi pubblici e privati sia andata oltre gli obiettivi sia sui disoccupati presi in carico sia sulle persone coinvolte in formazione. Il Ministro attribuisce il risultato alla revisione del Programma negoziata con la Commissione europea e alla cooperazione tra Stato e Regioni, tra pubblico e privato, agenzie per il lavoro ed enti di formazione, aggiungendo che con questo cambio di metodo “gli effetti della riforma PNRR non sono reversibili”.

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I denominatori impliciti

Un elemento tecnico merita attenzione. Il comunicato indica come riferimento 800mila persone da formare e 300mila da formare sulle competenze digitali, ma le percentuali di conseguimento dichiarate restituiscono basi di calcolo diverse: il 125,4% su 1.056.403 formati implica un target di circa 842mila unitร , mentre il 180,4% su 721.661 formati al digitale implica un target di 400mila. Con ogni probabilitร  si tratta della differenza tra obiettivi originari e obiettivi rideterminati dopo la revisione del Piano, ma la doppia serie di riferimenti rende meno immediata la lettura del risultato.

Il vero indicatore: quanti dei presi in carico entrano davvero in formazione

Il dato piรน significativo non รจ nel comunicato ma si ricava dal rapporto tra le due colonne della tabella regionale. A livello nazionale, il 24,5% delle persone prese in carico ha effettivamente partecipato a un percorso formativo. Tre persone su quattro, dunque, sono transitate nel Programma senza accedere alla componente formativa.

La forbice tra territori รจ ampia. Ai vertici si collocano Toscana (32,8%), Veneto (31,5%), Lazio (28,7%), Emilia-Romagna (27,4%), Piemonte e Umbria (27,2%). In fondo alla classifica la Provincia Autonoma di Bolzano (8,5%), il Molise (18,6%) e la Sicilia (18,8%), seguite da Lombardia e Puglia (entrambe 19,4%) e Marche (19,6%).

La composizione della formazione: il peso del digitale

Il secondo indicatore che emerge dai dati รจ l’incidenza dei percorsi di competenze digitali sul totale dei formati: 68,3% a livello nazionale. Anche qui i modelli regionali divergono radicalmente. La Campania arriva al 97,6% (148.476 formati al digitale su 152.194 formati complessivi), l’Emilia-Romagna al 91,6%, il Molise all’87,4%, il Piemonte all’81,1%. All’estremo opposto Bolzano (34,2%), Veneto (35,7%) e Umbria (45,5%), dove la formazione รจ rimasta piรน ancorata a percorsi professionalizzanti tradizionali.

La lettura รจ chiara: il superamento del target digitale al 180,4%, a fronte del 125,4% sul totale dei formati, indica che il sistema ha privilegiato la tipologia di percorso a minore durata e minore costo unitario. Un risultato quantitativo indiscutibile, che perรฒ lascia aperta la domanda che il monitoraggio non affronta, quella degli esiti occupazionali. Nel comunicato non compaiono dati su inserimenti lavorativi, tassi di ricollocazione o condizionalitร  applicata: la rendicontazione si ferma agli output, non arriva agli outcome.

Il caso EDO e il canale formativo diretto dello Stato

Il passaggio piรน rilevante in prospettiva รจ quello dedicato al progetto EDO, Educazione Digitale per l’Occupazione, sviluppato dal Ministero con le Regioni e il Dipartimento per la Transizione Digitale della Presidenza del Consiglio. La piattaforma di e-learning gratuita, che rilascia un’attestazione valida su scala nazionale, ha contribuito ai target regionali con 109.646 persone formate, circa il 10% del totale. Ma l’impatto complessivo รจ piรน ampio: tra maggio 2025 e giugno 2026 la piattaforma ha gestito i percorsi di 186.151 persone che hanno completato con successo tutti i moduli.

In tredici mesi, in sostanza, l’amministrazione centrale ha costruito un canale formativo diretto, gratuito e certificante, che non passa dal circuito degli enti accreditati. Per il sistema della formazione professionale รจ un precedente strutturale: se il modello venisse esteso oltre l’alfabetizzazione digitale di base, una quota della domanda formativa a bassa intensitร  oggi intermediata dagli enti verrebbe internalizzata dal pubblico. Il corollario, per gli operatori, รจ il riposizionamento verso la fascia alta, competenze certificabili secondo standard riconosciuti, percorsi duali, upskilling settoriale finanziato dai fondi interprofessionali.

Cosa succede adesso

Con la chiusura dell’azione PNRR il baricentro finanziario delle politiche attive si sposta sul FSE+ 2021-2027 e sul nuovo assetto in via di definizione, con il decreto competenze richiamato dallo stesso comunicato come chiave della continuitร . Per la Sicilia il riferimento programmatorio diventa il DPA FSE+ 2026-2029.

Resta la questione di fondo: i 435mila siciliani presi in carico non si esauriscono con la scadenza del PNRR e il differenziale di quasi sei punti sul tasso di formazione rispetto alla media nazionale rappresenta una platea residua che richiede avvisi con dotazioni e tempistiche adeguate. La dichiarazione del Ministro sulla irreversibilitร  della riforma andrร  misurata proprio su questo: quanto del modello GOL, assessment, patti di servizio, rete pubblico-privato, diventa ordinamento stabile e quanto invece resta legato al ciclo di finanziamento straordinario che si รจ appena concluso.

Tabella – Performance regionali al 30/06/2026
Regione Presi in carico Formati di cui digitali % formati su presi in carico % digitali su formati
Abruzzo 54.118 11.068 7.206 20,5% 65,1%
Basilicata 41.561 10.831 8.627 26,1% 79,7%
P.A. Bolzano 19.483 1.664 569 8,5% 34,2%
Calabria 159.165 35.558 26.917 22,3% 75,7%
Campania 569.129 152.194 148.476 26,7% 97,6%
Emilia-Romagna 278.490 76.337 69.963 27,4% 91,6%
Friuli-Venezia Giulia 112.635 28.496 16.309 25,3% 57,2%
Lazio 305.381 87.584 59.294 28,7% 67,7%
Liguria 70.373 17.942 9.859 25,5% 55,0%
Lombardia 588.669 114.179 62.144 19,4% 54,4%
Marche 124.791 24.512 15.710 19,6% 64,1%
Molise 10.710 1.988 1.737 18,6% 87,4%
Piemonte 301.026 81.905 66.418 27,2% 81,1%
Puglia 391.643 75.940 50.766 19,4% 66,8%
Sardegna 144.407 35.682 20.124 24,7% 56,4%
Sicilia 435.818 81.794 59.892 18,8% 73,2%
Toscana 286.500 93.958 49.292 32,8% 52,5%
P.A. Trento 34.967 9.103 4.800 26,0% 52,7%
Umbria 65.597 17.855 8.116 27,2% 45,5%
Valle d’Aosta 8.689 2.084 1.312 24,0% 63,0%
Veneto 303.727 95.729 34.130 31,5% 35,7%
Totale 4.306.879 1.056.403 721.661 24,5% 68,3%

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, comunicato del 23 luglio 2026. Le ultime due colonne sono elaborazioni.

Tre modelli regionali a confronto: Campania, Veneto, Sicilia

I dati aggregati nascondono tre strategie di attuazione profondamente diverse.

Campania: volume e scommessa sul digitale

Con 569.129 prese in carico la Campania รจ seconda solo alla Lombardia, ma รจ prima in assoluto per persone formate, 152.194, con un tasso di conversione del 26,7%, sopra la media nazionale del 24,5%.

Il punto รจ la composizione: 148.476 formati su 152.194 hanno seguito percorsi di competenze digitali, il 97,6%, il valore piรน alto d’Italia. La formazione non digitale erogata nell’intero ciclo riguarda quindi 3.718 persone. La regione produce da sola il 20,6% di tutta la formazione digitale nazionale e l’1,1% di quella non digitale. รˆ una scelta di sistema: moduli brevi, standardizzabili ed erogabili a distanza hanno consentito numeri elevati su una platea ampia a costo unitario contenuto. Il target รจ stato colto in pieno, ma la componente di riqualificazione professionalizzante resta marginale.

Veneto: pochi numeri assoluti, il piรน alto contenuto formativo

Modello opposto. Le prese in carico sono 303.727, il 7,1% del totale nazionale, ma il tasso di conversione รจ del 31,5%, secondo in Italia dopo la Toscana. L’incidenza del digitale si ferma al 35,7%, la seconda piรน bassa d’Italia: 61.599 persone hanno seguito percorsi diversi dall’alfabetizzazione digitale, il 18,4% di tutta la formazione non digitale nazionale.

Il confronto con la Campania รจ netto: a fronte di una platea inferiore del 47%, il Veneto ha erogato oltre sedici volte la formazione non digitale campana, usando GOL come strumento di riqualificazione agganciato a un tessuto manifatturiero.

Una precisazione, per evitare letture geografiche semplificate: il tasso di conversione piรน basso tra le grandi regioni non รจ meridionale. La Lombardia si ferma al 19,4%, allineata a Sicilia e Puglia. Il problema non รจ territoriale, ma di architettura degli avvisi e di capienza della rete di erogazione.

Sicilia: platea ampia, conversione piรน bassa

La Sicilia chiude con 435.818 prese in carico, terzo territorio nazionale, pari al 10,1% del totale. Sulla formazione il posizionamento crolla: 81.794 formati, settimo posto, tasso del 18,8%, quasi sei punti sotto la media e terzultimo dato d’Italia dopo Bolzano e Molise.

Il confronto con la Campania neutralizza molte variabili strutturali, dato il contesto condiviso: a fronte di una platea inferiore del 23%, la Campania ha formato quasi il doppio delle persone. Il differenziale non dipende dal bacino, in Sicilia ampiamente disponibile, ma dalla capacitร  di tradurre la presa in carico in percorso erogato: tempistica degli avvisi, assegnazione a sportello con saturazione nelle prime ore, tempi di avvio dei corsi, coerenza tra dotazione finanziaria e dimensione della platea.

Sulla composizione la Sicilia รจ spostata verso il modello campano: 59.892 formati al digitale, il 73,2%, cinque punti sopra la media. La formazione non digitale riguarda 21.902 persone, il 6,5% del totale nazionale a fronte del 10,1% delle prese in carico.

La sintesi del confronto
Indicatore Campania Veneto Sicilia Italia
Presi in carico 569.129 303.727 435.818 4.306.879
Quota su totale nazionale 13,2% 7,1% 10,1% 100%
Formati 152.194 95.729 81.794 1.056.403
Tasso di conversione 26,7% 31,5% 18,8% 24,5%
Formati competenze digitali 148.476 34.130 59.892 721.661
Incidenza digitale sui formati 97,6% 35,7% 73,2% 68,3%
Formati non digitali 3.718 61.599 21.902 334.742
Quota su formazione non digitale nazionale 1,1% 18,4% 6,5% 100%

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Joseph Zambito

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