Unità di Costo Standard formazione professionale
Come vengono finanziate la formazione professionale e le politiche attive del lavoro in Italia? Quali parametri economici applicano le Regioni per remunerare corsi, orientamento e servizi di accompagnamento al lavoro? A queste domande risponde il nuovo report “Analisi UCS – Modalità di finanziamento Formazione e Lavoro – FSE+ e PNRR”, pubblicato da EBiNFoP, l’Ente Bilaterale Nazionale per la Formazione Professionale presieduto da Gabriele Albergoni. Uno studio che, per la prima volta in maniera organica, ricostruisce il quadro nazionale e regionale delle Unità di Costo Standard applicate a formazione professionale, IeFP e Programma GOL.
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Cosa sono le Unità di Costo Standard e perché sono decisive
Le Unità di Costo Standard (UCS) rappresentano oggi lo strumento cardine per il riconoscimento dei contributi pubblici nella formazione e nel lavoro. Il report ricorda che il Regolamento (UE) 2021/1060, agli articoli 51 e 94, individua nei costi unitari, nelle somme forfettarie e nei tassi forfettari le modalità di contributo più diffuse nei programmi comunitari, stabilite sulla base di un metodo di calcolo giusto, equo e verificabile. I servizi possono essere remunerati “a processo”, in base alle ore effettivamente erogate, oppure “a risultato”, come avviene per l’inserimento lavorativo e la certificazione delle competenze.
I riferimenti normativi: dal PN Giovani, donne e lavoro alla Delibera ANPAL 5/2023
L’analisi comparativa condotta da EBiNFoP individua quattro pilastri normativi: il PN “Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027”, il Regolamento delegato (UE) 2021/702, il Regolamento delegato (UE) 2023/1676 e la Delibera ANPAL n. 5/2023, quest’ultima riferimento principale per il Programma GOL. Circa metà delle Regioni adotta le UCS dell’Allegato IV del Regolamento delegato (UE) 2021/702, mentre un gruppo più ristretto di cinque Regioni ha scelto la nuova UCS del Regolamento 2023/1676, pari a 6.654 euro all’anno per allievo nei percorsi di istruzione secondaria superiore e post-secondaria non terziaria.
Le UCS regionali: i casi Veneto e Friuli-Venezia Giulia
Il report dedica un approfondimento alle due Regioni che hanno costruito proprie Unità di Costo Standard. Il Veneto, con le DGR n. 584/2024 e n. 587/2025, ha rivalutato i costi unitari della formazione iniziale applicando l’incremento del rinnovo CCNL e l’indice FOI 2015-2023: i nuovi valori per l’annualità 2025/2026 vanno da 82 a 97 euro per ora corso e da 455 a 905 euro per allievo a seconda del comparto. Il Friuli-Venezia Giulia, con la DGR n. 639/2025, ha approvato un Documento UCS organico che disciplina dodici diverse unità di costo applicate anche al Programma GOL, dalla formazione d’aula (164 euro/h) alla formazione a distanza (149 euro/h), fino alle somme forfettarie a risultato per i tirocini extracurriculari.
Il Programma GOL: i parametri della Delibera ANPAL
Per il Programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori, finanziato dalla Missione 5 Componente 1 del PNRR, la Delibera ANPAL n. 5/2023 fissa i parametri applicati dalla maggioranza delle Regioni: 38,25 euro/h per presa in carico e profilazione, 39,94 euro/h per orientamento specialistico e accompagnamento al lavoro, importi a risultato per l’incontro domanda-offerta modulati sui quattro percorsi (da 215 a 537,50 euro per la promozione dei tirocini), e per la formazione tariffe orarie da 82,27 a 164,53 euro per corso a seconda della fascia, oltre a 0,90 euro/h per allievo. Il report censisce puntualmente le declinazioni adottate da dodici Amministrazioni regionali, con i casi particolari dei “GOL tirocini” campani (indennità di 500 euro mensili) e del “Bonus partecipazione formazione GOL” umbro (da 200 a 450 euro una tantum).
L’indagine sulle economie del Programma GOL: oltre 2,4 miliardi in attesa di regole
La sezione più innovativa dello studio riguarda le economie del Programma GOL. La dotazione complessiva ammonta a 4.577.838.882,36 euro, di cui 4.342.438.882,36 assegnati alle Regioni attraverso tre riparti successivi, l’ultimo dei quali, da oltre 2,26 miliardi, disposto con Decreto del Ministero del Lavoro del 4 dicembre 2025. Il Decreto del Direttore Generale del MLPS n. 26 del 20 giugno 2025 consente l’anticipo del 90% delle risorse dei primi due riparti, per un importo di 1.872.000.000 euro. Resta però scoperto il nodo dell’importo residuo, pari a 2.470.438.882,36 euro, per il quale non è attualmente prevista alcuna modalità di liquidazione: il report suggerisce di ancorare le nuove regole di cassa al conseguimento dei target del 31 dicembre 2025 e del 30 giugno 2026.
Rilevante anche il richiamo al Decreto-legge n. 19 del 19 febbraio 2026, che all’articolo 30 stabilisce che le economie derivanti dal completamento dei progetti PNRR restino nei conti di tesoreria e che, dopo il 30 giugno 2026, le risorse non vincolate possano essere riassegnate a nuovi interventi. Completa il quadro la ricognizione sui fondi ex D.Lgs. 148/2015, i cosiddetti fondi “Menziani”, per un totale di 327.769.199,88 euro assegnati alle Regioni, con la Toscana prima beneficiaria (oltre 53,7 milioni), seguita da Lazio, Puglia e Abruzzo; alla Sicilia risultano assegnati 33,3 milioni di euro.
Uno strumento per una programmazione più efficiente
L’obiettivo del lavoro promosso da EBiNFoP è offrire agli operatori della formazione professionale, alle parti sociali e alle Amministrazioni elementi di analisi utili per una programmazione delle risorse più efficace e per la definizione di sistemi di finanziamento sempre più sostenibili, omogenei ed efficienti. In un contesto in cui i parametri variano sensibilmente da Regione a Regione, la comparazione sistematica delle UCS costituisce una base conoscitiva preziosa in vista della fase conclusiva del PNRR e della programmazione FSE+ 2021-2027.
Il report integrale è disponibile al link: https://www.ebinfop.it/analisi-ucs.html

