Scuola

La scuola italiana in Europa: piano da 420 milioni, 150 mila studenti studieranno all’estero

Scritto da Joseph Zambito

Il Ministro Valditara presenta il programma di mobilità internazionale finanziato con fondi UE: soggiorni di studio, stage e tirocini per le classi quarte delle superiori, con 15 mila docenti accompagnatori retribuiti.

Un investimento senza precedenti per rendere la scuola italiana sempre più europea e colmare il ritardo storico delle nuove generazioni sulle competenze linguistiche. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha presentato il piano “La scuola italiana in Europa”, un programma da 420 milioni di euro, interamente finanziato con fondi dell’Unione Europea, che consentirà a circa 150.000 studenti delle classi quarte delle scuole superiori di vivere un’esperienza formativa all’estero.

L’obiettivo è favorire l’apprendimento dell’inglese e delle altre lingue straniere attraverso soggiorni di studio, stage, tirocini e percorsi di mobilità internazionale, trasformando l’esperienza all’estero da opportunità per pochi a elemento strutturale del percorso scolastico.

Un piano da 420 milioni per l’internazionalizzazione della scuola

Il progetto rappresenta uno dei più consistenti investimenti mai realizzati nel settore della mobilità studentesca. Durante la presentazione al Ministero dell’Istruzione e del Merito, Valditara lo ha definito “il più grande piano di potenziamento linguistico mai realizzato nel nostro Paese”, sottolineando una portata “sette volte più grande dell’intero programma Erasmus scolastico”.

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Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha evidenziato il valore strategico del provvedimento, descrivendolo come il più ampio programma di mobilità scolastica mai realizzato in Italia.

Perché serve: il ritardo dell’Italia sulle lingue

Dietro al piano c’è un divario noto e documentato. Secondo i dati Eurostat, solo circa il 25% degli studenti italiani delle superiori studia due o più lingue straniere, contro una media dell’Unione Europea intorno al 60%. Un distacco di oltre 30 punti percentuali che colloca l’Italia nelle ultime posizioni del continente.

Il quadro è confermato anche dall’indice EF English Proficiency Index 2025, che vede l’Italia scivolare al 59° posto su scala globale, ultima tra i Paesi dell’Unione Europea per conoscenza dell’inglese. Il calo si concentra soprattutto nel passaggio dalle scuole medie alle superiori, dove l’abitudine allo studio di due lingue tende a interrompersi proprio quando le competenze andrebbero consolidate.

Chi potrà partecipare: merito ed equità sociale

Il piano è destinato agli studenti iscritti al quarto anno delle scuole secondarie di secondo grado. Le modalità di selezione saranno improntate ai principi della meritocrazia e dell’equità sociale. Per accedere ai finanziamenti saranno valutati:

  • il rendimento scolastico;
  • la situazione economica della famiglia attraverso l’indicatore ISEE;
  • i criteri stabiliti dai successivi bandi ministeriali.

L’obiettivo dichiarato è garantire pari opportunità anche agli studenti provenienti da famiglie con minori disponibilità economiche.

Soggiorni, stage e tirocini in Europa: cosa prevede il programma

Il modello principale prevede soggiorni all’estero della durata di circa due settimane, durante i quali gli studenti potranno frequentare corsi di lingua, partecipare a laboratori formativi e conoscere sistemi scolastici differenti. Sono previsti anche incontri con professionisti, visite in aziende e istituzioni e mini lezioni universitarie, per trasformare il soggiorno in un’immersione formativa completa.

Saranno inoltre finanziati:

  • stage presso enti e imprese europee;
  • tirocini formativi;
  • percorsi di potenziamento linguistico;
  • scambi culturali tra istituti scolastici italiani ed europei.

Le spese di viaggio, vitto e alloggio saranno coperte totalmente o parzialmente attraverso i finanziamenti del programma.

Coinvolti anche 15 mila docenti accompagnatori

Il piano prevede il coinvolgimento di circa 15.000 docenti accompagnatori, con il compito di seguire gli studenti durante le attività all’estero garantendo sicurezza, supporto educativo e continuità didattica. Per questa attività il Ministero ha stanziato risorse specifiche, assicurando la copertura dei costi e la regolare retribuzione degli insegnanti, che parteciperanno anche a corsi di aggiornamento sulle tecniche didattiche legate alle lingue e alla mobilità.

Più lingue, meno dispersione e occhio al mercato del lavoro

Tra gli obiettivi del programma figura anche il contrasto alla dispersione scolastica. Secondo il Ministero, offrire esperienze formative internazionali significa aumentare motivazione, competenze e consapevolezza, favorendo un percorso educativo più completo e orientato al mondo del lavoro e dell’università. La conoscenza delle lingue straniere, sempre più richiesta in un mercato del lavoro internazionale, diventa così un asse centrale della strategia formativa.

Quando partirà il programma

Nei prossimi mesi il Ministero dell’Istruzione e del Merito pubblicherà le linee guida operative e gli avvisi rivolti alle scuole, che potranno candidarsi ai finanziamenti e avviare partenariati con istituti ed enti di formazione europei. L’iniziativa punta a trasformare la mobilità internazionale da opportunità riservata a pochi studenti in uno strumento ordinario della didattica italiana, offrendo a migliaia di giovani la possibilità di acquisire competenze linguistiche, culturali e professionali direttamente nei Paesi dell’Unione Europea.

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Joseph Zambito

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