Il 9 giugno a Roma la Tavola Rotonda dell’Unità di Missione PNRR del Ministero del Lavoro analizza le direttrici del Piano Nuove Competenze – Transizioni alla luce delle Raccomandazioni specifiche Paese e del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale UE 2028-2034
Forum PA 2026
C’è un appuntamento al Forum PA 2026 che merita attenzione da parte di chiunque si occupi di formazione professionale, politiche attive del lavoro e attuazione del PNRR. È la Tavola Rotonda “M7 REPowerEU – Riforma 5: Piano Nuove Competenze – Transizioni”, in programma martedì 9 giugno 2026, dalle 12:30 alle 13:30, in Sala 2 del Convention Center “La Nuvola” di Roma, promossa dall’Unità di Missione PNRR del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
La sessione si colloca nello scenario “PA e futuro: l’eredità del PNRR dopo il 2026” e analizza le direttrici della Riforma alla luce delle Raccomandazioni specifiche Paese e della proposta di nuovo Quadro Finanziario Pluriennale UE 2028-2034.
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A coordinare i lavori sarà la Dott.ssa Marianna D’Angelo, Responsabile dell’Unità di Missione per il Coordinamento delle attività di gestione degli interventi previsti nel PNRR a titolarità del Ministero del Lavoro.
Come partecipare
La Tavola Rotonda si svolgerà nella Sala 2 de La Nuvola Eur, martedì 9 giugno 2026, dalle 12:30 alle 13:30, nell’ambito della manifestazione Forum PA 2026 (9-11 giugno, “Per una PA che genera futuro”).
La registrazione e l’iscrizione alla sessione, gratuite, sono disponibili al link ufficiale: https://forumpa2026.fpaeventi.it/it-IT/sessions/518.
Chi siede al tavolo: istituzioni, Regioni ed enti di formazione
Il tavolo riunisce tutti i livelli della governance del Piano. Per la dimensione europea interviene la Dott.ssa Fiammetta Dedé Brugo della Direzione Generale Affari economici e finanziari (DG ECFIN) della Commissione europea. Per l’amministrazione centrale è presente il Dott. Mauro Malafronte dell’Unità di Missione PNRR del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il raccordo con i territori è affidato al Dott. Gabriele Grondoni, in rappresentanza del Coordinamento delle Regioni, e alle voci dirette di tre amministrazioni regionali: la Dott.ssa Elisa Marzinotto, Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia della Regione Friuli-Venezia Giulia; il Dott. Gianni Bocchieri, Direttore della Direzione Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Piemonte; la Dott.ssa Monica Calzetta, Dipartimento Politiche del Lavoro, Istruzione e Formazione della Regione Puglia. Per il sistema della formazione professionale siedono al tavolo Suor Manuela Robazza, Presidente della Fondazione Ciofs-FP, e il Dott. Joseph Zambito, Direttore Generale di ISORS.
Lo skills mismatch in cifre: perché la Riforma 5 serve davvero
Il riferimento allo skills mismatch nel titolo della sessione non è un’astrazione. Secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, nel 2025 la difficoltà di reperimento ha riguardato circa la metà dei contratti programmati dalle imprese, con una quota che sale al 51% quando la ricerca riguarda profili laureati. Il disallineamento si concentra sui ruoli tecnico-scientifici ad elevata specializzazione: le criticità più marcate si registrano nel comparto metalmeccanico ed elettronico, dove i profili di difficile reperimento sfiorano il 60%, e nei servizi informatici e delle telecomunicazioni, vicini al 50%. Lo scenario di medio periodo conferma la posta in gioco: tra il 2025 e il 2029 imprese e Pubblica Amministrazione avranno bisogno di assumere tra 3,3 e 3,7 milioni di lavoratori, per circa il 74% nei servizi. È su questo divario, tra competenze richieste e competenze disponibili, che la Riforma 5 e gli investimenti come Crescere Green sono chiamati a incidere.
Crescere Green: il pilota da cui ripartire
Il punto di avvio del confronto saranno le risultanze del progetto pilota “Crescere Green”, Investimento 10 della Missione 7 del PNRR, intervento progettato per sviluppare competenze green su scala sovraregionale, con focus settoriale e coinvolgimento diretto delle imprese. Dopo la comunicazione della Commissione Europea del 16 giugno 2025 che ha eliminato il requisito della sottoscrizione del Patto GOL come condizione di accesso alle attività formative, e dopo la successiva nota ministeriale prot. n. 2573 del 30 luglio 2025, l’avviso è stato riaperto con una dotazione complessiva di 75.008.905 euro, finalizzata a percorsi formativi brevi per almeno 20.000 beneficiari aggiuntivi.
Il Pact for Skills: l’asse strategico con cui si è mosso Crescere Green
L’investimento Crescere Green ha tracciato la rotta per lo sviluppo di competenze professionali legate alla transizione, in particolare quella ecologica, operando nell’ambito del Pact for Skills. Si tratta del patto sottoscritto nel giugno 2025 da 15 importanti sigle sindacali e datoriali, finalizzato a promuovere la costante integrazione della programmazione della formazione con i fabbisogni del mercato del lavoro e a valorizzare le competenze acquisite dai discenti, anche attraverso la formazione breve o il work-based learning. È uno snodo tutt’altro che secondario: significa che Crescere Green non è stato un episodio formativo isolato, ma un tassello di una più ampia governance multilivello in cui le parti sociali agiscono da co-decisori della programmazione formativa. Un modello che intende dare struttura, e non occasionalità, al rapporto tra fabbisogni delle imprese e offerta di formazione professionale.
Oltre il 2026: rendere strutturali gli strumenti anti-mismatch
La vera domanda che attraversa la sessione riguarda il “dopo”. Con la chiusura del PNRR all’orizzonte, la sfida è trasformare interventi sperimentali e a termine come Crescere Green in strumenti stabili, agganciati alla programmazione ordinaria del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) e al prossimo bilancio pluriennale dell’Unione 2028-2034. È in questa cornice che si misura la tenuta della Riforma 5: non basta finanziare percorsi una tantum, serve costruire un’infrastruttura permanente capace di leggere i fabbisogni, programmare la formazione e certificare le competenze in modo continuativo. Le Raccomandazioni specifiche Paese vanno esattamente in questa direzione, sollecitando l’Italia a colmare in modo duraturo il divario di competenze.

