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Crescere Green, la mappa dei fondi PNRR: Sicilia e Campania in testa

Scritto da Joseph Zambito

Oltre 91 milioni di euro e più di 73 mila beneficiari: l’analisi per Regione mostra forti squilibri nella distribuzione delle risorse.

Fondi e beneficiari, la geografia della misura

La pubblicazione dell’elenco dei beneficiari dell’Investimento M7 “Crescere Green”, nell’ambito del PNRR, consente di leggere con maggiore chiarezza la geografia reale della misura. La distribuzione territoriale dei finanziamenti evidenzia infatti un quadro netto e, per molti aspetti, significativo: risorse e beneficiari risultano fortemente concentrati in alcune Regioni, mentre ampie aree del Paese registrano volumi decisamente più contenuti, sia in termini finanziari sia di impatto sui destinatari finali. Nel complesso, la misura ha finanziato 251 proponenti, per un importo totale pari a 91.050.157,92 euro, raggiungendo 73.151 beneficiari. Tuttavia, l’analisi regionale restituisce una distribuzione tutt’altro che omogenea, che mette in luce squilibri territoriali marcati.

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Cosa raccontano i dati sulla capacità dei territori

Va inoltre evidenziato un elemento rilevante nella lettura complessiva dei dati: il progetto “Crescere Green” è stato promosso e gestito direttamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso la Unità di Missione PNRR, senza il coinvolgimento diretto delle Regioni nelle fasi di programmazione, selezione e gestione degli interventi. La misura si configura, dunque, come un intervento a regia nazionale, caratterizzato da procedure centralizzate e criteri uniformi applicati sull’intero territorio. Questo assetto contribuisce a spiegare, almeno in parte, le differenze territoriali emerse. La capacità di intercettare le risorse è dipesa prevalentemente dal livello di strutturazione degli enti proponenti e dalla loro esperienza progettuale, più che da scelte di programmazione regionale. In questo quadro, i dati non raccontano soltanto una distribuzione finanziaria, ma riflettono anche la diversa capacità dei territori di organizzarsi, progettare e cogliere le opportunità offerte dal PNRR. La forte concentrazione delle risorse in Sicilia e Campania segnala, da un lato, l’esistenza di fabbisogni elevati e coerenti con gli obiettivi della misura e, dall’altro, una maggiore strutturazione dei sistemi territoriali della formazione e delle politiche attive. Al contrario, la debole presenza di alcune Regioni del Centro-Nord pone interrogativi sulla capacità di accesso alle misure nazionali e sulla necessità di accompagnare i territori meno reattivi, affinché il PNRR non finisca per amplificare i divari anziché ridurli.

questo link è possibile scaricare l’elenco dei beneficiari dell’Investimento.

Sicilia e Campania: il baricentro della misura

La Sicilia si colloca nettamente al primo posto per importo complessivo finanziato, con 37,01 milioni di euro, pari a oltre il 40% delle risorse nazionali, e 28.247 beneficiari. I proponenti siciliani sono 77, un numero elevato che conferma una forte capacità di partecipazione e di intercettazione dei fondi, nonché una presenza strutturata degli enti sul territorio. Subito dopo si posiziona la Campania, che pur registrando il numero più alto di proponenti (96), presenta un importo complessivo inferiore rispetto alla Sicilia, pari a 28,49 milioni di euro, con 24.947 beneficiari. Nel complesso, Sicilia e Campania concentrano circa il 72% delle risorse e oltre il 72% dei beneficiari, configurandosi come il vero asse portante dell’intervento.

Puglia e Lazio, poli intermedi della distribuzione nazionale

Subito al di sotto del binomio Sicilia–Campania si colloca una seconda fascia di Regioni che, pur con volumi più contenuti, mostrano una presenza solida e strutturata. È il caso di Puglia e Lazio, che si attestano come poli intermedi nella distribuzione nazionale delle risorse. La Puglia registra 7,23 milioni di euro di finanziamenti, con 4.782 beneficiari e 15 proponenti, mentre il Lazio segue con 6,24 milioni di euro, 4.109 beneficiari e 22 proponenti. Numeri che confermano una capacità di partecipazione significativa, sebbene distante dai valori del Mezzogiorno trainante.

Friuli Venezia Giulia e Sardegna, pochi proponenti e importi elevati

Accanto a queste realtà emerge un modello diverso, basato su pochi proponenti ma su importi medi elevati. Il caso più emblematico è quello del Friuli Venezia Giulia, che con soli due enti beneficiari concentra 3,7 milioni di euro e raggiunge 3.800 destinatari, evidenziando una forte capacità organizzativa e progettuale.
Un’impostazione analoga caratterizza anche la Sardegna, dove cinque proponenti superano complessivamente i 2,37 milioni di euro, coinvolgendo 1.886 beneficiari. In entrambi i casi, l’intervento appare fortemente concentrato e affidato a soggetti in grado di operare su scala ampia, con un impatto significativo pur in presenza di un numero limitato di attuatori.

Centro-Nord: partecipazione frammentata e importi contenuti

Nel resto del Paese la distribuzione appare decisamente più frammentata. Lombardia, Abruzzo, Veneto e Liguria presentano importi compresi tra circa 2 milioni e 360 mila euro, con un numero di beneficiari proporzionalmente ridotto rispetto alle Regioni capofila. Ancora più marginale risulta il contributo di Piemonte, Umbria, Marche, Emilia-Romagna e Toscana, dove i finanziamenti scendono progressivamente fino a valori inferiori ai 20 mila euro, accompagnati da un numero di beneficiari molto limitato. Questi dati delineano un Centro-Nord a bassa intensità finanziaria, in netto contrasto con la centralità assunta da alcune Regioni del Mezzogiorno.

Un quadro fortemente polarizzato

Nel suo complesso, l’analisi per Regioni restituisce un’immagine fortemente polarizzata: da un lato poche Regioni che assorbono la maggior parte delle risorse e dei beneficiari, dall’altro una diffusione territoriale ampia ma caratterizzata da interventi di scala ridotta. La misura, pur avendo una dimensione nazionale, mostra quindi un impatto territoriale diseguale, che solleva interrogativi non solo sulla capacità di partecipazione dei territori, ma anche sulle future scelte di programmazione e sul necessario riequilibrio delle politiche pubbliche, soprattutto in vista delle prossime fasi di attuazione del PNRR.

Crescere Green

In definitiva, “Crescere Green” si conferma una misura capace di generare un impatto numerico rilevante e di superare ampiamente i target fissati dal PNRR. Tuttavia, l’analisi territoriale mostra con chiarezza che il successo quantitativo non coincide automaticamente con un equilibrio geografico. È su questo punto che si giocherà la prossima sfida delle politiche pubbliche: trasformare i numeri del PNRR in uno strumento di riequilibrio reale tra i territori, evitando che le differenze di capacità progettuale diventino nuove linee di frattura nel Paese.

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Joseph Zambito

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