Certificazioni GPS 2026 2028
La bozza di aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) 2026–2028 segna un punto di svolta netto e irreversibile nella valutazione delle certificazioni informatiche. Non si tratta di una semplice revisione tecnica, ma di un cambio strutturale di paradigma che ogni docente e aspirante tale deve comprendere con lucidità e tempestività. Il messaggio che arriva dal Ministero è chiaro: non tutte le certificazioni valgono più, e chi continuerà a investire tempo e risorse in titoli non conformi rischia di non ottenere alcun beneficio in graduatoria.
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Cosa dice realmente la bozza: pochi dubbi, molte conseguenze
La tabella di valutazione allegata alla bozza GPS 2026–2028 introduce una distinzione giuridicamente molto precisa:
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I titoli informatici già presentati e valutati nei precedenti bienni GPS restano validi, fino a un massimo di 2 punti complessivi.
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Dal biennio 2026/2027–2027/2028 in poi, invece, sono valutabili esclusivamente:
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certificazioni rilasciate da soggetti accreditati ACCREDIA;
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conformi ai framework europei DigComp 2.2 e DigCompEdu.
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Non si tratta di una interpretazione “estensiva” o prudenziale: il testo utilizza l’avverbio esclusivamente. Sul piano giuridico e amministrativo questo termine non lascia spazio ad alternative.
Punteggi: non tutto vale allo stesso modo
La bozza chiarisce anche il valore dei titoli:
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Certificazione DigComp 2.2 → 0,5 punti
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Certificazione DigCompEdu → 1 punto
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Tetto massimo complessivo → 2 punti, inclusivi di eventuali titoli già riconosciuti
Tradotto in termini concreti: chi vuole ottimizzare il proprio punteggio GPS deve oggi orientarsi verso certificazioni mirate, riconosciute e coerenti con i framework europei, evitando corsi generici, ridondanti o non normati.
Una scelta coerente con l’evoluzione del sistema scuola
L’impostazione contenuta nella bozza GPS 2026–2028 non è estemporanea né isolata. Essa si inserisce in un percorso ormai consolidato di allineamento del sistema scolastico italiano agli standard europei sulle competenze digitali, rafforzato dal PNRR e dalle raccomandazioni UE in materia di digital skills. I framework DigComp 2.2 (per i cittadini e i lavoratori) e DigCompEdu (per i docenti) rappresentano oggi l’unico riferimento ufficiale, strutturato e comparabile per certificare le competenze digitali. La richiesta che tali certificazioni siano riconosciute da ACCREDIA risponde a un’esigenza precisa: garantire qualità, verificabilità, trasparenza e uniformità dei titoli valutati nelle graduatorie pubbliche. In altri termini, il Ministero ha scelto di superare definitivamente la frammentazione del mercato delle certificazioni informatiche, ponendo un argine a titoli privi di reale valore formativo o non ancorati a standard condivisi.
Trattasi di una bozza non definitiva
È corretto precisare che le indicazioni richiamate si basano su una bozza di Ordinanza Ministeriale, non ancora definitiva e tuttora oggetto di confronto istituzionale e sindacale. Il testo potrebbe quindi subire ulteriori modifiche o affinamenti prima della pubblicazione ufficiale. In base alla bozza attualmente disponibile, il punteggio riconoscibile per le certificazioni DigComp 2.2 (0,5 punti) e DigCompEdu (1 punto) sarebbe pari a 1,5 punti complessivi, nel rispetto del tetto massimo di 2 punti previsto. Eventuali revisioni future non sono tuttavia escluse. Resta fermo, in ogni caso, l’orientamento di fondo ormai chiaramente delineato: il Ministero punta a valorizzare esclusivamente certificazioni informatiche accreditate e coerenti con i framework europei, individuando in DigComp 2.2 e DigCompEdu il riferimento strutturale per il prossimo aggiornamento delle GPS.

