Certificazione UNI/PdR 192:2026
Sette milioni e mezzo di euro, il 60% riservato alle PMI, per accompagnare le aziende verso la prima certificazione del sistema di gestione per il benessere delle famiglie. Requisito d’ingresso: almeno un dipendente e il superamento di un test online.
Da ieri, 21 settembre 2026, alle ore 10:00, è aperto lo sportello telematico dell’Avviso pubblico con cui il Dipartimento per le politiche della famiglia e il Dipartimento per le pari opportunità, attraverso Unioncamere in qualità di Soggetto Attuatore, finanziano il percorso delle imprese verso la certificazione UNI/PdR 192:2026, la nuova prassi di riferimento sul “Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro”. Le domande potranno essere presentate fino alle ore 16:00 del 31 marzo 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
È la misura con cui il Piano nazionale per la famiglia 2025-2027, approvato il 25 marzo 2025, e la Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026 trovano la prima attuazione operativa rivolta alle imprese. L’impianto ricalca quello già sperimentato per la certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022, ma sposta il baricentro sulla genitorialità, sui carichi di cura e sulla natalità.
Cos’è la UNI/PdR 192:2026
Pubblicata da UNI il 14 aprile 2026, la prassi definisce i requisiti che un’organizzazione deve soddisfare per adottare un sistema di gestione, misurabile attraverso indicatori di prestazione (KPI), a sostegno della maternità, della paternità e della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. La certificazione è rilasciata da Organismi di Certificazione accreditati ACCREDIA secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021-1, sulla base della Circolare tecnica n. 29/2026 del 2 luglio 2026. In sostanza, un audit di terza parte che verifica non solo le politiche dichiarate, ma la loro effettiva applicazione e il loro monitoraggio nel tempo.
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Quanto vale il contributo: due linee di intervento cumulabili
La dotazione complessiva è di 7.500.000 euro, ripartita su due strumenti che l’impresa può richiedere con un’unica domanda.
La prima linea, con 3.250.000 euro, è il voucher per assistenza tecnica e accompagnamento: fino a 6 giornate di tutoraggio con un esperto incaricato da Unioncamere, del valore di 409,84 euro ciascuna oltre IVA, per un massimo di 2.459,01 euro per impresa. L’esperto supporta l’analisi dei processi, l’individuazione dei gap rispetto ai requisiti della prassi, la personalizzazione della documentazione messa a disposizione dal Soggetto Attuatore, l’implementazione del sistema di gestione, la redazione del Piano aziendale, il monitoraggio degli indicatori e la pre-verifica di conformità.
La seconda linea, con 4.250.000 euro, è il contributo per i servizi di certificazione: fino a 1.200 euro per ogni giornata di audit, entro un tetto di 12.000 euro per impresa, parametrato ai tempi di audit del documento IAF MD 5 in base agli addetti equivalenti coinvolti nei processi più critici del sistema di gestione, non all’organico complessivo. La tabella va da 1,5 giornate (1.800 euro) per organizzazioni fino a 5 addetti a 10 giornate per quelle oltre i 250. Il contributo viene erogato direttamente all’Organismo di Certificazione dopo il rilascio del certificato, senza anticipo di cassa da parte dell’azienda; eventuali importi eccedenti i massimali restano a carico dell’impresa.
Per le imprese già in possesso della certificazione della parità di genere o del Family Audit è previsto, su richiesta, un incremento di 450 euro a copertura dei costi di sorveglianza della certificazione preesistente che maturino tra la domanda e il rilascio della nuova. Il beneficio massimo teorico per una singola impresa arriva dunque a 14.459,01 euro, IVA esclusa.
Chi può partecipare
L’Avviso adotta una definizione ampia di “impresa”, che include anche le attività artigianali o individuali, le società di persone e le associazioni che esercitano regolarmente un’attività economica. I requisiti, da possedere alla presentazione della domanda e fino all’erogazione dei servizi, sono: almeno un dipendente in pianta organica, partita IVA attiva, sede legale e operativa in Italia oppure domicilio fiscale in Italia per i soli titolari di partita IVA, regolarità contributiva attestata dal DURC, assenza di procedure liquidatorie, di cause ostative antimafia e di sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001, rispetto della legge 68/1999 sul collocamento mirato, assolvimento dell’obbligo assicurativo contro gli eventi catastrofali ove dovuto e, per le imprese con più di 50 dipendenti, la trasmissione del rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile ex art. 46 del Codice delle pari opportunità.
Il passaggio decisivo è il test di pre-screening online sul portale conciliazionevitalavoro.unioncamere.gov.it: senza il suo superamento la domanda è inammissibile. Il test genera un PDF da firmare digitalmente e allegare all’istanza. Due le riserve previste: il 60% della dotazione è destinato alle micro, piccole e medie imprese; un ulteriore 5% è riservato, a titolo di premialità, alle imprese in possesso del rating di legalità.
Come si presenta la domanda
La procedura è esclusivamente telematica sulla piattaforma ReStart di InfoCamere (restart.infocamere.it) e segue il criterio dello sportello, in ordine cronologico di invio. Alla domanda vanno allegati, tutti con firma digitale del legale rappresentante: il Modulo dichiarazioni (Allegato 2), il riepilogo del pre-screening, il preventivo in corso di validità di un Organismo di Certificazione iscritto nell’Elenco ufficiale, con durata dell’audit e tariffa giornaliera omnicomprensiva, e il modulo generato da ReStart. È obbligatoria l’indicazione di un unico indirizzo PEC come domicilio elettronico. L’istruttoria si conclude entro 90 giorni, salvo richieste di integrazione, e gli esiti sono pubblicati sul sito della misura con valore di notifica a tutti gli effetti di legge.
Vincoli e scadenze da non sottovalutare
Tre punti meritano attenzione. Primo: l’intero percorso, accompagnamento e certificazione, deve concludersi entro il 30 giugno 2027, pena la decadenza di tutte le agevolazioni. Chi presenta domanda a ridosso della chiusura rischia concretamente di non farcela: con un’istruttoria che può durare fino a 90 giorni e il divieto di avviare l’audit prima del provvedimento di concessione, un’istanza inviata a marzo 2027 potrebbe ottenere il via libera solo a giugno, senza più tempo per completare il percorso. Secondo: chi usufruisce dei servizi di certificazione prima della comunicazione di concessione incorre nella revoca, quindi il preventivo va acquisito ma il servizio non va attivato. Terzo: sono ammessi solo i costi della prima certificazione (esame della domanda, verifica documentale, audit in sede, rilascio del certificato); pre-audit, audit supplementari, sorveglianza annuale e rinnovo restano a carico dell’impresa. I contributi sono concessi in regime de minimis (Reg. UE 2023/2831, oltre ai regolamenti per agricoltura e pesca) e non sono cumulabili con altri aiuti sugli stessi costi.
Perché conviene muoversi subito
L’esperienza della certificazione di genere, cui la legge 162/2021 ha collegato l’esonero contributivo dell’1% e punteggi premiali negli appalti, suggerisce che anche la UNI/PdR 192 sia destinata a diventare un requisito competitivo, in particolare nei rapporti con la pubblica amministrazione e nelle filiere che chiedono ai fornitori evidenze ESG. Va precisato che, allo stato, alla nuova prassi non è associato alcuno sgravio: il vantaggio immediato è la copertura quasi integrale del costo di certificazione. Per le PMI, che partono avvantaggiate dalla riserva del 60%, il costo netto dell’operazione è prossimo a zero. Con uno sportello a esaurimento fondi, l’ordine cronologico farà la differenza.
Il Responsabile Unico del Procedimento è il dott. Riccardo Cuomo; le richieste di chiarimento vanno inviate esclusivamente a avvisoconciliazioneimprese@unioncamere.it.
Link utili
- Portale della misura, pre-screening ed elenchi: https://conciliazionevitalavoro.unioncamere.gov.it
- Piattaforma domande: https://restart.infocamere.it
- Comunicato del Dipartimento per le politiche della famiglia: https://famiglia.governo.it/it/politiche-e-attivita/comunicazione/notizie/conciliazione-vita-lavoro-da-governo-e-unioncamere-7-5-milioni-di-euro-per-le-imprese-al-via-i-contributi-per-la-certificazione/
- Unioncamere: https://www.unioncamere.gov.it
- UNI: https://www.uni.com
- ACCREDIA: https://www.accredia.it
- Registro Nazionale Aiuti di Stato: https://www.rna.gov.it

