News

Nuovo Regolamento Formazione Giornalisti 2026: tutte le novità su crediti, obblighi e controlli

Scritto da Joseph Zambito

Nuovo regolamento formazione giornalisti 2026: crediti, obblighi, sanzioni e novità FPC

Pubblicato il nuovo quadro normativo sulla formazione continua

È stato pubblicato nel marzo 2026, nel Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia, il nuovo regolamento sulla formazione professionale continua per gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti. Il provvedimento introduce una revisione profonda dell’intero sistema formativo, con l’obiettivo di rafforzare la qualità dei percorsi, garantire maggiore trasparenza e rendere più stringente il legame tra aggiornamento professionale e responsabilità deontologica. Il nuovo assetto si inserisce in un contesto di crescente attenzione istituzionale verso la qualificazione delle professioni regolamentate, introducendo un modello più vicino ai sistemi di controllo e certificazione già adottati in altri ambiti professionali.

Per restare aggiornati sugli Avvisi bandi news nel mondo del lavoro, seguiteci sul nostro canale telegram.

La formazione diventa requisito per incarichi e qualificazione professionale

Uno degli elementi più rilevanti della riforma riguarda il ruolo attribuito alla formazione continua. Non si tratta più soltanto di un obbligo formale, ma di un requisito deontologico qualificante, necessario anche ai fini dell’accesso a incarichi e nomine nell’ambito dell’Ordine. Questa impostazione segna un cambio di paradigma significativo. L’aggiornamento professionale diventa uno strumento di selezione e qualificazione della categoria, incidendo direttamente sulle opportunità di carriera e sulla credibilità del professionista.

Crediti formativi confermati ma con criteri più selettivi

Il nuovo regolamento conferma l’impianto generale dei crediti, mantenendo l’obbligo di acquisire sessanta crediti nel triennio, di cui almeno venti in ambito deontologico. Tuttavia, introduce criteri più stringenti nella loro attribuzione e gestione. Viene rafforzata la valorizzazione dei contenuti, con un riconoscimento premiale per i corsi di carattere deontologico e per quelli orientati all’acquisizione di nuove competenze tecniche. Allo stesso tempo, viene limitato il ricorso alla formazione on demand, con un tetto massimo di crediti conseguibili attraverso questa modalità, e viene esclusa la possibilità di riportare eventuali crediti eccedenti da un triennio all’altro.

Il sistema si orienta così verso una logica più qualitativa, volta a privilegiare la coerenza e la rilevanza dei contenuti rispetto alla mera quantità di attività formative svolte.

BOLLETTINO UFFICIALE del Ministero della Giustizia

Maggiore controllo sulle modalità di erogazione dei corsi

Il regolamento introduce un significativo rafforzamento dei meccanismi di controllo, sia per i corsi in presenza sia per quelli erogati a distanza. È previsto l’obbligo di rilevazione delle presenze in entrata e in uscita, mentre per la formazione online viene richiesto il mantenimento della presenza attiva in video da parte dei partecipanti. Viene inoltre introdotto un limite al numero di partecipanti nei corsi in streaming, salvo l’adozione di tecnologie avanzate che consentano un monitoraggio efficace. Queste misure mirano a garantire che la partecipazione sia effettiva e non meramente formale, rafforzando l’affidabilità del sistema.

Sistema sanzionatorio più rigoroso e automatizzato

Particolarmente rilevante è l’introduzione di un sistema sanzionatorio più incisivo. In caso di mancata partecipazione ingiustificata ai corsi, è previsto il blocco temporaneo delle prenotazioni. Inoltre, l’inosservanza dell’obbligo formativo comporta conseguenze disciplinari, che possono arrivare fino alla censura nei casi più gravi. Il collegamento diretto tra formazione e disciplina rappresenta uno degli elementi più innovativi del regolamento, integrando pienamente la formazione nel sistema di vigilanza dell’Ordine.

Contenuti formativi più qualificati e separati da attività promozionali

Il nuovo quadro normativo definisce in modo chiaro i contenuti ammissibili ai fini della formazione. Sono esplicitamente esclusi eventi privi di finalità strettamente formative, come conferenze stampa, attività promozionali o iniziative di natura politica o commerciale. Viene così rafforzato il principio secondo cui la formazione deve essere orientata esclusivamente allo sviluppo di competenze professionali, evitando sovrapposizioni con attività accessorie o di altra natura.

Requisiti più stringenti per docenti e relatori

Il regolamento introduce criteri più rigorosi anche per la selezione dei docenti. I relatori devono essere in regola con gli obblighi formativi, non aver subito sanzioni disciplinari negli ultimi anni e possedere competenze adeguate rispetto ai contenuti trattati. Questo intervento mira a garantire un elevato livello qualitativo dell’offerta formativa, rafforzando la credibilità dei percorsi e degli enti organizzatori.

Nuove regole per gli enti formatori e maggiore controllo pubblico

Gli enti terzi che intendono erogare formazione devono ora rispettare requisiti più stringenti, dimostrando esperienza, solidità organizzativa e adeguate capacità operative. L’autorizzazione è subordinata al parere vincolante del Ministero della Giustizia, con validità triennale e possibilità di revoca in caso di irregolarità. Vengono inoltre introdotti limiti al numero di eventi a pagamento e obblighi più rigorosi in termini di tracciabilità e gestione delle attività formative. Il sistema diventa così più selettivo e orientato alla qualità.

Apertura regolata alla formazione aziendale

Una novità significativa riguarda la possibilità per le aziende editoriali di organizzare percorsi formativi per i propri dipendenti. Tali attività devono comunque essere accreditate e rispettare i criteri previsti dal regolamento, con un limite massimo di crediti conseguibili nel triennio. Questa apertura consente di integrare la formazione interna nel sistema ordinistico, mantenendo al contempo elevati standard di controllo.

Un sistema più strutturato e orientato alla qualità

Nel complesso, il nuovo regolamento segna un’evoluzione importante del sistema della formazione professionale continua. La maggiore centralità attribuita agli organi di controllo, il rafforzamento dei requisiti per gli operatori e l’introduzione di meccanismi di verifica più stringenti delineano un modello più strutturato e coerente con logiche di qualità e responsabilità.

La formazione non è più un semplice adempimento, ma diventa uno strumento essenziale per garantire competenza, affidabilità e credibilità della professione giornalistica.

BOLLETTINO UFFICIALE del Ministero della Giustizia

Riguardo l'autore

Joseph Zambito

Lascia un commento