Un cambiamento epocale nella formazione per l’interpretariato LIS in Sicilia
Con il Decreto Assessoriale n. 1071 dell’8 agosto 2025, la Regione Siciliana ha ufficialmente cancellato dal Repertorio delle Qualificazioni il profilo di “Interprete in Lingua dei Segni Italiana (LIS)”, revocando contestualmente le autorizzazioni per tutti i corsi non ancora avviati.
La decisione, firmata dall’Assessore regionale all’Istruzione e Formazione Professionale On. Girolamo Turano, segna un passaggio cruciale: la formazione professionale regionale per questo profilo viene dismessa, lasciando spazio esclusivamente al percorso universitario introdotto a livello nazionale.
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Il quadro normativo di riferimento
La scelta dell’amministrazione regionale si inserisce in un contesto legislativo già orientato verso una standardizzazione a livello nazionale:
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Riconoscimento ufficiale della LIS: art. 34-ter D.L. 41/2021, convertito in L. 69/2021, che sancisce la Lingua dei Segni Italiana come lingua ufficiale per la comunicazione delle persone sorde.
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Formazione universitaria: Decreto 10 gennaio 2022 che istituisce il corso di laurea sperimentale ad orientamento professionale per interpreti LIS e LIST (Lingua dei Segni Italiana Tattile).
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Periodo transitorio: Legge 14/2023 che ha prorogato al 31 gennaio 2025 il termine per conseguire l’attestazione tramite percorsi formativi non universitari.
Concluso il periodo transitorio, il sistema formativo regionale non può più rilasciare qualifiche professionali per l’interpretariato LIS, in quanto l’abilitazione passa unicamente dal titolo universitario.
Per approfondire: Scarica il testo integrale del D.A. 1071/2025 dal sito della Regione Siciliana
Impatto per gli enti di formazione
Per gli operatori accreditati in Sicilia, le conseguenze sono immediate:
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Stop definitivo a nuovi corsi LIS con qualifica regionale.
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Necessità di riconvertire l’offerta verso profili collegati all’accessibilità, alla comunicazione inclusiva e alla mediazione linguistica, compatibili con il Repertorio aggiornato.
Questo cambiamento potrebbe avere effetti rilevanti anche sull’occupazione nel settore, richiedendo un riallineamento delle competenze del personale docente e formativo.
Cosa cambia per i corsisti
Per chi aspira a diventare interprete LIS, il percorso si modifica radicalmente:
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L’unica via d’accesso alla professione è ora il corso di laurea LIS/LIST.
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Chi ha ottenuto la qualifica regionale entro il 31 gennaio 2025 mantiene il titolo, ma il mercato tenderà progressivamente a riconoscere come standard il titolo universitario.
Questo comporta una transizione che potrebbe penalizzare chi aveva già avviato piani di studio basati su percorsi regionali.
Una scelta strategica ma con ricadute territoriali
Dal punto di vista istituzionale, l’allineamento agli standard nazionali è coerente con l’esigenza di uniformare la qualità e il riconoscimento delle qualifiche professionali in tutta Italia. Tuttavia, sul piano territoriale, la misura rischia di ridurre l’accessibilità alla formazione, soprattutto per chi non ha la possibilità di frequentare percorsi universitari in sedi lontane. Il tema dell’inclusione rimane centrale: l’interprete LIS è una figura chiave per garantire pari opportunità alle persone sorde nella fruizione di servizi, cultura, istruzione e lavoro. La sfida per la Sicilia sarà ora quella di mantenere alta la disponibilità di professionisti qualificati, pur nel nuovo quadro normativo.
Per approfondire: Scarica il testo integrale del D.A. 1071/2025 dal sito della Regione Siciliana

