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GOL, i numeri inchiodano la Sicilia: l’analisi delle tabelle del decreto PNRR spiega perché la Regione è tra le meno finanziate

Scritto da Joseph Zambito
GOL, l’analisi delle tabelle del decreto PNRR

I numeri non hanno colore politico. E quelli contenuti negli allegati del decreto sul Programma GOL, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio 2026, consentono una lettura oggettiva e documentata della posizione della Sicilia nel quadro nazionale delle politiche attive del lavoro .

Il Programma GOL, nell’ambito del PNRR, non si configura più come una misura di sostegno generalizzata, ma come un meccanismo di verifica della capacità amministrativa delle Regioni. Risorse assegnate, obiettivi fissati e risultati attesi sono strettamente correlati. In questo schema, le Regioni che dimostrano maggiore capacità di attuazione dispongono di maggiori margini finanziari e programmatori.

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Tabella 1 – Risorse assegnate: la Sicilia in posizione marginale

Alla Regione Siciliana sono attribuiti 52,4 milioni di euro complessivi per il triennio 2024–2026. Il dato assume rilievo se confrontato con quello di altre Regioni:

  • Campania: 452,7 milioni di euro

  • Lombardia: 346,6 milioni di euro

  • Veneto: 210,8 milioni di euro

  • Lazio: 196,5 milioni di euro

  • Sicilia: 52,4 milioni di euro

Il differenziale è netto: la Sicilia riceve quasi nove volte meno risorse della Campania e oltre sei volte meno della Lombardia, pur presentando una consistenza demografica comparabile, uno dei più elevati tassi di disoccupazione e inattività e la maggiore estensione territoriale a livello nazionale.

Il dato non appare casuale, ma coerente con i criteri tecnici di allocazione basati sulla capacità di spesa e di raggiungimento dei target PNRR.

Tabella 2 – Obiettivi 2024–2025: squilibrio tra risorse e risultati attesi

Per il biennio 2024–2025, alla Sicilia vengono assegnati 127.459 beneficiari GOL, di cui:

  • 32.972 beneficiari “formati” (con formazione conclusa e attestata);

  • 19.119 beneficiari con percorsi di rafforzamento delle competenze digitali.

Il confronto con altre Regioni evidenzia uno squilibrio rilevante:

  • Veneto: 39.566 beneficiari formati con circa 210 milioni di euro

  • Sicilia: 32.972 beneficiari formati con circa 52 milioni di euro

Ne deriva che alla Sicilia è richiesto uno sforzo attuativo prossimo a quello di Regioni molto più finanziate, ma con una dotazione drasticamente inferiore. Questo rapporto tra obiettivi assegnati e risorse disponibili determina un elevato rischio di criticità nel conseguimento dei target.

Tabella 3 – Obiettivi 2026: calibrazione prudenziale

Per il primo semestre 2026, gli obiettivi di beneficiari formati sono così distribuiti:

  • Campania: 12.862

  • Lombardia: 10.000

  • Veneto: 5.735

  • Toscana: 5.100

  • Sicilia: 4.780

Il dato relativo alla Sicilia risulta più contenuto rispetto al peso demografico e occupazionale regionale. Tale impostazione appare coerente con una calibrazione prudenziale degli obiettivi, finalizzata a contenere il rischio di mancato raggiungimento del target nazionale fissato dall’Unione europea al 30 giugno 2026.

Allegato B – Le misure nazionali e il ruolo sostitutivo dello Stato

Il decreto prevede inoltre 235,4 milioni di euro destinati a misure di carattere nazionale (Fondo Nuove Competenze, autoimpiego, EDO, partnership internazionali), con l’obiettivo di formare 125.000 soggetti entro il 30 giugno 2026. La gestione centralizzata di tali risorse indica la volontà dello Stato di presidiare direttamente il raggiungimento dei target PNRR, riducendo l’esposizione al rischio derivante da inefficienze territoriali. Non si tratta di un’esclusione delle Regioni, ma di una modalità integrativa e, di fatto, sostitutiva in presenza di criticità attuative.

Assetto istituzionale e capacità amministrativa

L’analisi dei dati va letta anche alla luce dell’assetto organizzativo regionale: in Sicilia il Programma GOL coinvolge due assessorati, quattro dipartimenti e una pluralità di livelli decisionali, spesso gravati dalla gestione di consistenti arretrati amministrativi, da attività di rendicontazione complesse e da una strutturale sottodimensione degli organici, con evidenti ricadute sui tempi e sull’efficacia dell’attuazione.

Tale configurazione risulta più complessa rispetto a quella adottata in molte altre Regioni, dove il programma è ricondotto a un’unica regia amministrativa. La frammentazione può incidere sui tempi di attuazione, sulla stabilità delle procedure e sulla capacità di chiudere e attestare i percorsi formativi nei tempi richiesti dal PNRR.

Una valutazione oggettiva

In questo quadro, alla Sicilia vengono attribuiti 52,4 milioni di euro per l’intero triennio 2024–2026 che, rapportati a 4,8 milioni di abitanti, alla maggiore estensione territoriale d’Italia e a un mercato del lavoro strutturalmente fragile, assumono un significato preciso: la Regione non è considerata pienamente affidabile sul piano attuativo e gli sforzi finora compiuti risultano insufficienti, con la conseguenza che la politica è chiamata ad avere piena consapevolezza che, in assenza di un cambio di passo deciso, questo modello non è più sostenibile né ulteriormente rinviabile.

Il dato assume un significato preciso: la Regione non è considerata pienamente affidabile sul piano attuativo. Non è una punizione. È una classificazione tecnica.

Criticità strutturali oggettivamente rilevate

Il decreto GOL non colloca la Sicilia in una posizione critica per ragioni politiche, ma la certifica in una fascia di vigilanza e cautela istituzionale sulla base di criticità strutturali oggettivamente rilevate: l’assenza di una regia unitaria, la frammentazione delle procedure, la mancata chiarezza nelle responsabilità amministrative e l’assenza di tempi certi di attuazione espongono la Regione a un rischio sistemico di inadempienza, traducendosi in dotazioni finanziarie persistentemente ridotte e in obiettivi programmati al ribasso, in un quadro in cui il PNRR opera su scadenze rigide e non negoziabili e in cui la limitata capacità di adattamento del sistema regionale finisce per rendere il fattore tempo non un vincolo esterno, ma il principale elemento di penalizzazione per la Sicilia.

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Joseph Zambito

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