Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto che riconosce le competenze acquisite nello svolgimento di attività o percorsi di volontariato. Gli Enti del Terzo Settore diventano soggetti titolati all’individuazione delle competenze maturate dai volontari.
Pubblicazione ufficiale del decreto
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie Generale n. 248 del 24 ottobre 2025 il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 31 luglio 2025, emanato di concerto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero per la Pubblica Amministrazione.
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Il provvedimento, adottato in attuazione dell’art. 19, comma 2, del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo Settore), stabilisce i criteri per il riconoscimento in ambito scolastico e lavorativo delle competenze acquisite attraverso esperienze di volontariato.
Obiettivi e finalità del provvedimento
Il nuovo decreto rappresenta un passo decisivo verso la valorizzazione delle esperienze non formali e informali, con l’obiettivo di:
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favorire il riconoscimento delle competenze maturate nei percorsi di volontariato;
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rafforzare il legame tra formazione, cittadinanza attiva e mondo del lavoro;
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promuovere una visione integrata dell’apprendimento permanente, in linea con il Sistema nazionale di certificazione delle competenze (D.Lgs. n. 13/2013).
Attraverso questo intervento normativo, il volontariato viene ufficialmente riconosciuto come esperienza di crescita personale e professionale, capace di generare competenze utili e spendibili nei diversi contesti di vita, studio e lavoro.
Enti del Terzo Settore: ruolo e responsabilità
Una delle principali novità introdotte dal decreto riguarda il riconoscimento degli Enti del Terzo Settore (ETS) come soggetti titolati all’erogazione dei servizi di individuazione delle competenze.
Gli ETS potranno, infatti:
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documentare le attività svolte dai volontari;
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identificare e descrivere le competenze acquisite durante l’esperienza di volontariato;
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collaborare con scuole, università, enti di formazione e datori di lavoro per il riconoscimento e la validazione delle stesse.
Questa innovazione consolida il ruolo degli ETS come presidi formativi e sociali, rafforzando il loro contributo alla coesione territoriale e all’inclusione attiva.
Riconoscimento delle competenze: cosa cambia
Il riconoscimento delle competenze acquisite nel volontariato potrà avere effetti concreti in diversi ambiti:
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Scuola e università: attribuzione di crediti formativi o riconoscimento nei percorsi PCTO e nei portfolio delle competenze.
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Formazione professionale: integrazione delle competenze volontarie nei percorsi di aggiornamento o qualificazione.
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Mercato del lavoro: valorizzazione delle esperienze di volontariato nei curricula e nei processi di selezione del personale.
Il decreto, inoltre, contribuisce a creare un sistema coerente di validazione delle competenze, promuovendo il principio di apprendimento permanente (lifelong learning) e la riconoscibilità delle esperienze di cittadinanza attiva.
Opportunità per il sistema formativo e per gli ETS
Per il mondo della formazione e per gli operatori del Terzo Settore, la nuova norma apre importanti prospettive operative:
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gli enti accreditati potranno integrare la componente volontariato nei loro programmi formativi e di orientamento;
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gli istituti scolastici e universitari potranno riconoscere ufficialmente le competenze acquisite fuori dai contesti formali;
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gli enti pubblici e privati potranno adottare criteri di selezione più inclusivi, premiando l’impegno sociale come indice di responsabilità e capacità organizzativa.
Fonte ufficiale
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali –
Competenze acquisite nello svolgimento di attività o percorsi di volontariato: pubblicato il Decreto per il riconoscimento

