serve una rete, non un puzzle
Nel panorama della formazione professionale italiana, qualcosa non torna. Mentre il PNRR e il programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori) promettono investimenti e riforme epocali, il sistema continua a funzionare per compartimenti stagni. Enti di formazione, Agenzie per il Lavoro (APL) e imprese operano spesso in parallelo, senza una vera regia condivisa. Il risultato? Percorsi formativi scollegati dalle esigenze produttive, lavoratori disorientati, e risorse pubbliche che rischiano di non generare impatto.
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Eppure, la soluzione è sotto gli occhi di tutti: costruire una rete. Una rete vera, fatta di collaborazione strutturata, co-progettazione e responsabilità condivisa. Le imprese non possono essere coinvolte solo come “luogo di stage” o come “destinatarie finali” di profili formati altrove. Devono essere parte attiva del processo formativo, insieme agli enti e alle APL, fin dalla fase di analisi dei fabbisogni.
Un sistema da ricucire
Il programma GOL nasce con l’obiettivo di personalizzare i percorsi di inserimento lavorativo, ma per farlo davvero deve superare la logica del “servizio a sportello” e abbracciare quella del “progetto condiviso”. Questo significa:
- Mettere in rete enti di formazione, APL e imprese in modo stabile e non episodico
- Co-progettare i percorsi formativi partendo dai fabbisogni reali delle aziende
- Valorizzare le competenze che si sviluppano nei contesti produttivi, anche informali
- Riconoscere il ruolo formativo dell’impresa, non solo come luogo di lavoro ma come ambiente di apprendimento
Il PNRR come leva, non come alibi
I fondi del PNRR rappresentano un’occasione irripetibile per costruire questa rete. Ma servono visione e coraggio. Non bastano bandi e avvisi: serve una governance che favorisca l’integrazione tra attori, che premi la collaborazione e che misuri l’efficacia non solo in termini di numeri, ma di impatto reale sull’occupabilità.
Oggi, il rischio è che il sistema continui a produrre “formazione per la formazione”, scollegata dal lavoro e dalla vita. Ma se mettiamo davvero in rete chi forma, chi orienta e chi produce, possiamo trasformare la formazione professionale in un motore di sviluppo, e non in un rito burocratico.
Le imprese non sono un accessorio del sistema: sono il suo cuore pulsante. Sta a noi decidere se tenerle ai margini o metterle al centro.
📊 Statistiche che rafforzano il ruolo centrale delle imprese nella formazione
🏢 Partecipazione delle imprese alla formazione
- 68,9% delle imprese italiane con almeno 10 dipendenti ha investito in formazione professionale nel 2020
- Nelle grandi imprese (250+ dipendenti), la percentuale sale al 90% A
- Circa 4 milioni di lavoratori hanno partecipato ad attività formative, pari al 44,6% degli addetti complessivi A
Mismatch tra domanda e offerta di lavoro
- 48% delle imprese italiane dichiara difficoltà nel reperire personale con competenze adeguate B
- Nei settori metalmeccanico ed elettronico, la difficoltà sale al 59,7%; nei servizi ICT al 49,5% B
- Nei prossimi 5 anni, si stima un fabbisogno di 3,3–3,7 milioni di lavoratori, di cui il 74% nei servizi B
Competenze richieste e gap formativo
- Un terzo delle imprese ha ammesso che una parte dei dipendenti non possiede le competenze necessarie
- Le competenze più carenti sono quelle tecnico-operative, che rappresentano il 35,5% delle necessità A
PNRR: potenziale e criticità nella formazione professionale in Sicilia
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta una leva storica per rilanciare la formazione professionale in Sicilia, una regione che soffre da anni di disoccupazione strutturale, bassa qualificazione e scarsa integrazione tra mondo produttivo e sistema formativo. Tuttavia, i dati mostrano che il potenziale è ancora largamente inespresso.
Dati chiave sulla formazione professionale in Sicilia (Missione 5 – Inclusione e Coesione)
- Avviso Importo finanziato Beneficiari formati
- Avviso n.3 – Formazione € 56.198.951 17.248
- Avviso n.6 – Formazione € 78.300.992 35.721
- Percorso 5 (GOL) € 5.649.430 1.430
🔹 Totale risorse assegnate alla formazione professionale: oltre € 140 milioni
🔹 Beneficiari formati complessivamente: circa 54.000 persone
Criticità emerse
- Bassa percentuale di formati digitali: solo 1.741 su oltre 13.000 avviati a percorsi digitali A
- Centri per l’Impiego non ancora allineati: solo 5 su 64 CPI siciliani soddisfano i requisiti minimi dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) previsti dal programma GOL A
- Avanzamento lento della spesa: su € 584 milioni assegnati, solo € 71 milioni risultano effettivamente erogati A
Cosa manca?
Nonostante le risorse, il sistema resta frammentato. Gli enti di formazione operano spesso in isolamento, le APL non sono pienamente integrate nei percorsi, e le imprese vengono coinvolte solo a valle. Serve una rete stabile e strutturata che metta in sinergia:
- Enti di formazione: come progettisti e facilitatori di competenze
- APL: come ponte tra formazione e occupazione
- Imprese: come laboratori di apprendimento e innovazione
Il potenziale c’è, ma va attivato
La Sicilia ha ricevuto fondi importanti, ha una platea ampia di beneficiari e un tessuto imprenditoriale che può diventare protagonista. Ma senza una governance condivisa e una visione sistemica, il rischio è che la formazione resti un esercizio burocratico, lontano dal lavoro reale.

