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Riforma parrucchieri ed estetisti: nuove regole in arrivo tra esame di abilitazione, sanzioni e nuove figure professionali

Scritto da Joseph Zambito

Il mondo della bellezza e dell’acconciatura potrebbe presto cambiare volto. È in discussione in Parlamento il disegno di legge presentato dall’onorevole Marcello Ancorotti (Fratelli d’Italia), che punta a ridefinire le professioni di parrucchiere ed estetista. L’obiettivo dichiarato è duplice: alzare la qualità della formazione e contrastare l’abusivismo che da anni danneggia le attività regolari.

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Se approvata, la riforma introdurrà un sistema più rigido di accesso alla professione, con un esame di abilitazione obbligatorio, l’istituzione di nuove figure professionali e multe molto più salate per chi lavora senza titoli.

Esame obbligatorio per esercitare

Una delle novità più significative riguarda l’introduzione di un esame nazionale di abilitazione. Finora, bastava conseguire una qualifica professionale, mentre con la nuova normativa chiunque vorrà aprire un salone o un centro estetico dovrà superare una prova finale che attesti le reali competenze acquisite.

L’accesso all’esame sarà possibile attraverso tre percorsi alternativi:

  • completamento di un corso formativo da almeno 900 ore;

  • un anno di tirocinio a tempo pieno presso un’impresa del settore;

  • oppure tre anni di esperienza lavorativa documentata come dipendente, collaboratore o titolare.

Si tratta di una misura che intende uniformare gli standard di preparazione e dare maggiore garanzia ai clienti.

Riconoscimento delle nuove professioni del beauty

Il disegno di legge fotografa una realtà già consolidata nei centri estetici e nei saloni di bellezza: nascono e vengono finalmente regolamentate nuove figure professionali.

Tra queste spiccano:

  • l’onicotecnico, specializzato nella ricostruzione e cura delle unghie;

  • il truccatore tecnico di ciglia e sopracciglia, ormai molto richiesto;

  • lo specialista in estetica oncologica, un profilo delicato pensato per supportare chi affronta terapie mediche.

Viene inoltre dato spazio a pratiche come la dermopigmentazione e il camouflage estetico delle cicatrici, finora non pienamente riconosciute.

Più competenze e programmi aggiornati

Le Regioni saranno chiamate a rivedere i programmi formativi, inserendo materie che rispecchiano le esigenze attuali del mercato. Non solo tecniche di taglio e trattamenti estetici, ma anche chimica, anatomia, cosmetologia, utilizzo di apparecchiature elettromeccaniche e nozioni di marketing.

Una formazione quindi più ampia e multidisciplinare, in grado di preparare professionisti non solo abili nel servizio ma anche consapevoli delle dinamiche imprenditoriali.

Stretta contro l’abusivismo

Uno dei problemi più diffusi del settore resta l’abusivismo, con operatori improvvisati che esercitano senza alcuna qualifica. La riforma prevede sanzioni molto più severe:

  • per gli estetisti irregolari, multe da 5.000 a 50.000 euro;

  • per i parrucchieri abusivi, multe da 3.000 a 10.000 euro.

Oltre alle sanzioni economiche, potrà essere disposta anche la sospensione dell’attività da 1 a 2 anni, con il rischio di procedimenti penali nei casi più gravi.

Il “diritto di poltrona”

Novità interessante è l’introduzione del cosiddetto diritto di poltrona: un parrucchiere o un’estetista abilitato potrà affittare una postazione o una cabina in un salone già avviato, senza dover necessariamente aprire una propria attività.

Un modello già sperimentato in altri Paesi, che favorisce i giovani professionisti e consente una maggiore flessibilità nel lavoro.

Quando entreranno in vigore le nuove regole

Il testo è ancora in discussione e potrà subire modifiche durante l’iter parlamentare. Solo dopo l’approvazione definitiva, la promulgazione e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, le nuove norme entreranno in vigore. La tempistica dipenderà dunque dai lavori parlamentari, ma se ne parla già come di una riforma destinata ad avere un impatto immediato e profondo su oltre 250mila operatori del settore in Italia.

Riforma parrucchieri ed estetisti

La riforma proposta da Ancorotti promette di professionalizzare ulteriormente il settore beauty, introducendo regole chiare, standard elevati e punizioni severe per chi non rispetta le norme. Una misura che potrebbe ridare slancio a un comparto che, tra concorrenza sleale e formazione frammentata, chiede da tempo maggiore tutela e riconoscimento.

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Joseph Zambito

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