Scuola

Riforma delle Classi di Laurea: cosa cambierà davvero per studenti e atenei dal 2025

Scritto da Joseph Zambito

I Decreti Ministeriali n. 1648 e n. 1649 del 19 dicembre 2023: la rivoluzione dei percorsi triennali e magistrali tra flessibilità, qualità formativa e nuova architettura dell’offerta accademica

Introduzione

Con l’entrata in vigore dei Decreti Ministeriali n. 1648 e n. 1649 del 19 dicembre 2023, il Ministero dell’Università e della Ricerca – guidato dalla Sen. Anna Maria Bernini – ha dato ufficialmente il via alla riforma organica delle classi di laurea, triennali, magistrali e a ciclo unico. Si tratta di un intervento strategico previsto dalla Missione 4 – Componente 1 del PNRR, volto a modernizzare e rendere più coerente il sistema universitario italiano con le esigenze del mercato del lavoro, le indicazioni del Processo di Bologna e gli standard internazionali in materia di competenze e riconoscimento dei titoli.

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Perché una riforma delle classi di laurea?

Il disallineamento tra percorsi accademici e fabbisogni professionali, unito alla scarsa flessibilità dei percorsi, ha reso necessaria una profonda revisione della classificazione delle lauree. L’obiettivo della riforma è duplice:

  • Aumentare l’interdisciplinarità e la personalizzazione dei percorsi di studio;

  • Evitare la duplicazione di corsi simili che differiscono solo formalmente ma generano confusione nell’offerta formativa e nei titoli conseguiti.

Decreto n. 1648/2023 – Le novità per le lauree triennali

Il decreto n. 1648 ridefinisce le classi dei corsi di laurea triennale, sostituendo integralmente la disciplina previgente. Tra le principali novità:

🔹 Differenziazione minima tra corsi

Non potranno essere attivati due corsi di laurea nella stessa classe se non si differenziano per almeno 40 CFU. Una norma pensata per ridurre la frammentazione e aumentare la coerenza dell’offerta.

🔹 Appartenenza a più classi

Un corso potrà essere strutturato per appartenere a due classi di laurea, a condizione che soddisfi i requisiti formativi di entrambe. Lo studente dovrà scegliere entro il terzo anno la classe a cui intende appartenere.

🔹 Piano di studi individuale

È introdotta formalmente la possibilità per lo studente di strutturare un piano personalizzato, a patto che rispetti l’ordinamento vigente all’anno di immatricolazione.

🔹 Semplificazione e qualità degli insegnamenti

Ogni corso di laurea dovrà prevedere un massimo di 20 esami, favorendo prove integrate tra moduli. Almeno il 40% dei CFU dovrà essere assegnato a SSD specifici della classe di laurea, con obbligo di copertura su almeno tre ambiti disciplinari.

🔹 Accessibilità e mobilità studentesca

In caso di trasferimento tra corsi della stessa classe, dovrà essere riconosciuto almeno il 50% dei CFU già acquisiti. Anche i corsi svolti a distanza saranno riconosciuti, purché accreditati ai sensi del D.lgs. 19/2012.

Decreto n. 1649/2023 – Le novità per le lauree magistrali e a ciclo unico

Il decreto n. 1649 aggiorna le classi dei corsi di laurea magistrale e magistrale a ciclo unico, mantenendo una struttura simile ma con alcune peculiarità importanti.

🔹 30 CFU per distinguere corsi simili

La soglia per evitare la duplicazione dei corsi all’interno della stessa classe scende a 30 CFU. L’obiettivo è mantenere un livello di differenziazione sufficiente tra i percorsi.

🔹 Doppia appartenenza: decisione entro il secondo anno

Anche per le magistrali è prevista la possibilità di iscrizione a due classi. La scelta definitiva andrà formalizzata entro l’iscrizione al secondo anno.

🔹 Curricula flessibili e multidisciplinari

I corsi di laurea magistrale potranno essere articolati in più curricula, consentendo l’accesso a studenti provenienti da classi triennali diverse, purché gli obiettivi formativi della classe siano comunque garantiti.

🔹 Semplificazione dell’impianto didattico
  • Massimo 12 esami nelle magistrali biennali;

  • 30 o 36 esami per le LM a ciclo unico (rispettivamente 5 o 6 anni);

  • Introduzione del concetto di esami integrati tra moduli.

🔹 Attività caratterizzanti e a scelta

Obbligo di:

  • ≥ 8 CFU per attività a scelta;

  • ≥ 12 CFU per la tesi;

  • ≥ 30 CFU complessivi per attività autonomamente scelte o professionalizzanti nei corsi a ciclo unico.

🔹 Requisiti di accesso

Il possesso dei requisiti curricolari e il superamento di una verifica della preparazione personale saranno obbligatori per accedere ai corsi magistrali. Le eventuali integrazioni curricolari dovranno essere completate prima della verifica.

Quando entra in vigore la riforma?

  • A.A. 2024/2025: tutti i nuovi corsi di laurea dovranno già conformarsi ai nuovi decreti.

  • A.A. 2025/2026: adeguamento obbligatorio per tutti i corsi esistenti. Le università avranno tempo fino ad allora per aggiornare i propri regolamenti didattici.

Considerazioni finali: una riforma strategica per l’università italiana

I due decreti rappresentano una svolta epocale per il sistema universitario italiano. Puntano a:

  • Ridurre la dispersione e la frammentazione dei corsi;

  • Aumentare la spendibilità dei titoli sul mercato del lavoro;

  • Incentivare l’interdisciplinarietà e la mobilità studentesca;

  • Favorire una maggiore responsabilizzazione degli atenei nella progettazione dell’offerta formativa.

La coerenza con gli standard europei e l’integrazione con le altre riforme del PNRR nel campo dell’istruzione rendono questa riforma un pilastro del rilancio del sistema accademico nazionale.

Fonti ufficiali

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Joseph Zambito

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